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L’obiettivo dell’Anno europeo del patrimonio culturale è quello di incoraggiare il maggior numero di persone a scoprire e lasciarsi coinvolgere dal patrimonio culturale dell’Europa e rafforzare il senso di appartenenza a un comune spazio europeo.

Che cos’è il patrimonio culturale?

Possiamo pensare al patrimonio come a qualcosa che appartiene al passato o di statico, ma in realtà si sviluppa attraverso il nostro modo di rapportarci ad esso. Per di più, il nostro patrimonio culturale ha un ruolo importante da svolgere nella costruzione del futuro dell’Europa. Questa è una delle ragioni per cui vogliamo raggiungere i giovani, in particolare durante l’Anno europeo.

Il patrimonio culturale è un insieme di paesaggi, suggestioni, oggetti e opere d’arte, azioni, idee che generano cultura e risorse. Può essere:

tangibile – ad esempio edifici, monumenti, artefatti, abbigliamento, opere d’arte, libri, macchine, città storiche, siti archeologici
intangibile – pratiche, rappresentazioni, espressioni, conoscenze, competenze, e i relativi strumenti, oggetti e spazi culturali, cui le persone attribuiscono valore. Ciò comprende la lingua e le tradizioni orali, le arti dello spettacolo, le pratiche sociali e l’artigianato tradizionale
naturale – paesaggi, flora e fauna
digitale – risorse create in forma digitale (ad esempio opere d’arte digitali e animazione) o che sono state digitalizzate in modo da garantirne la conservazione (testi, immagini, video, registrazioni).
Prendendoci cura del nostro patrimonio culturale, possiamo scoprire la nostra diversità e avviare un dialogo interculturale su ciò che abbiamo in comune. Quale modo migliore per arricchire le nostre vite se non interagendo con qualcosa di così fondamentale per la nostra identità?

Che cosa è stato fatto per promuovere il Patrimonio Culturale al Galata Museo del Mare?

Lo staff del Mu.MA, dell’Associazione Promotori Musei del Mare, della Cooperativa Solidarietà e Lavoro e di Costa Edutainment, tutti i soggetti che collaborano insieme

Ha creato la nuova sala Navigare nell’Arte che espone e valorizza la più importante collezione privata di dipinti marittimi in Italia e di rilievo internazionale;

Ha organizzato centinaia di conferenze, come ad ad esempio “I grandi affondamenti: dal Titanic all’Andrea Doria A cura di Kevin Fewster “( direttore del National Maritime Museum di Greenwich) e Pierangelo Campodonico (Istituzione Mu.MA)

Ha organizzato eventi pubblici per la città, come l’arrivo del Museo Navigante e i laboratori di Storie di Barche sul patrimonio di conoscenze e saperi della marineria locale.

Ha sviluppato attività didattiche volte all’indagine e alla conoscenza  delle opere d’arte e delle tracce storiche e artistiche presenti nella vita di ogni giorno.

Il patrimonio da rinegoziare

Inoltre il museo si impegna e cerca, nella sua impostazione di lavoro, di andare oltre la nozione statica di “patrimonio” come “eredità” di diritto di nascita  e si propone di e rimodellarlo come uno spazio condiviso di interazione sociale e culturale, piuttosto che come segno di distinzione; in altre parole, riconoscere il potenziale del patrimonio non come un sistema chiuso, un “patrimonio ereditato” da preservare e trasmettere, ma come una ricchezza culturale.

Nel nostro contesto attuale, ossessionato dall ‘identità come ultima linea di demarcazione tra coloro che “appartengono” e coloro che “non lo fanno”, ripensare il patrimonio da una prospettiva interculturale apre nuovi modi di comprendere l’inclusione e la cittadinanza europea.

In questo caso ci siamo messi alla prova con un partner d’eccellezza, Emergency sviluppando un Progetto Europeo, “Common Place” volto alla rinegoziazione di questi meccanismi e per cui stiamo aspettando l’esito dalla Commissione Europea.