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data: 15 gennaio 2017
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L’architettura del Museo del Mare: un edificio seicentesco avvolto in una scatola di vetro e acciaio dall’architetto spagnolo Consuegra.

Arsenale, cantiere, bagno penale, magazzino, l’edificio del Galata ha avuto destinazioni d’uso diverse nei secoli e con esse è cambiata anche la sua architettura.
Con l’apertura del Museo del Mare nel 2004, ha trovato una nuova e prestigiosa identità.

Ora, come ogni padrone di casa che si rispetti, vi presentiamo nel nostro diario di bordo, la nostra casa. E’ qui che avvengono le attività, le idee, è qui che si scrive il giornale di bordo.

 

Ciò che oggi vediamo è un edificio antico avvolto in un grande involucro di vetro e acciaio che lascia trasparire le forme anche a chi è fuori. Il passato è simbolicamente inglobato in una struttura che ne aumenta le possibilità funzionali e comunicative.

Si tratta del progetto Galata dell’architetto spagnolo Guillermo Vasquez Consuegra che vinse il concorso per la progettazione degli spazi. Al concorso parteciparono 50 studi di architettura, di cui 12 stranieri.

Nel progetto di Consuegra l’edificio antico si scorge da tre facciate differenti: quella frontale a est, sul fondo a ovest e a nord sul lato. Oltre a questi tre prospetti, si aggiunge il bellissimo Mirador, terrazza panoramica che meriterà un approfondimento a sé.

Dunque al “cuore” antico, i voltoni – spazi “piranesiani”, l’architetto sovrappone un rivestimento, una “pelle” nuova che è rappresentata da tre facciate differenti. In ognuna il passato, l’antico, sopravvive unito al presente. Come  nella facciata orientale ottocentesca, affacciata sullo specchio acqueo della Darsena, con l’orologio e i grifoni è vista in trasparenza attraverso la grande vetrata che realizza la hall dei Musei.

E’ proprio la hall la grande invenzione dell’architetto sivigliano. Infatti nell’edificio esistente, un deposito commerciale pluricentenario, mancava uno spazio istituzionale, segnato da volumi prestigiosi. Consuegra identifica i grandi musei le nuove “cattedrali” del nostro tempo; spazi collettivi e identificativi.
E’ uno spazio aereo con passerelle che permettono al visitatore uno straordinario punto di vista. Si osserva sospesi tra la forma ottocentesca riportata alle origini, tra il bacino visto dall’alto e la città in una delle sue percezioni più caratteristiche.

Ma prima che fosse un museo, che cos’era esattamente il Galata? E da dove viene il suo nome? Lo scopriamo qui.