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data: 27 aprile 2017
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Emigranti e coloni italiani nelle Americhe

Il percorso del MEM Memoria e Migrazioni, grazie all’uso dei passaporti interattivi racconta storie di chi è emigrato dall’Italia verso altri mondi e viceversa. Utilizzando i passaporti possiamo così scoprire diverse storie di vita.
Ci immedesimiamo  così in una donna che viaggia sola con i suoi tre figli per raggiungere il marito negli USA o in un’altra che assieme al marito fonda una colonia di Italiani in Brasile e lascia la memoria storica di come si fanno i cappelletti.
Ci caliamo poi nei panni di un intraprendente giovane di idee socialiste fondatore di una colonia nello stato del Paranà in Brasile. Ecco una selezione delle storie di vita associate ai passaporti del MEM – Memoria e Migrazioni.

Clementina Tavernari

Fondatrice della colonia Porto Real (1820 – 1875)

Clementina Tavernari nasce a Concordia sulla Secchia, in provincia di Modena, nell’allora Ducato, nel 1820. Iscritta alla Massoneria e implicata nei moti rivoluzionari del 1848 a favore del Piemonte, nel 1849 fu esiliata e riparò in Svizzera.  Qui conobbe il musicista Alfonso Malavasi, suonatore di flauto.

L’emigrazione in Brasile

Clementina e Alfonso emigrarono in Brasile e il musicista, dopo aver dato vari concerti a Rio de Janeiro, fu invitato a corte, dove suonò alla presenza dell’imperatore Don Pedro II e dell’imperatrice Maria Teresa Cristina di Borbone. Fu l’inizio di uno straordinario rapporto personale della coppia Malavasi-Tavernari coi sovrani.
Dopo la morte di Alfonso di febbre gialla, nel 1873  tornò in Italia. Qui con l’aiuto di Enrico Secchi, maestro elementare, arruolò  una cinquantina di famiglie nelle province di Modena e Mantova per partire per il Brasile.

Reclutamento di famiglie

La spinta migratoria di tutte queste famiglie  fu tale da mettere in allarme le prefetture di Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia. Lo racconta Enrico Secchi: “In pochi giorni, centinaia di famiglie… vollero essere iscritte… Intanto ai Sindaci dei paesi di quelle quattro province d’emigrazione fu raccomandato di non rilasciare il Nulla Osta e, con ciò, i prefetti si rifiutavano di rilasciare i Passaporti, consigliando quei coloni a non emigrare…”.
Ottenne poi il via libera governativo, dopo una campagna di stampa del quotidiano “La Tribuna” e l’interrogazione parlamentare dell’onorevole De Sterlih.

La colonia di Porto Real

Gli emigranti si imbarcarono il 3 dicembre 1874 a Genova e arrivarono a Rio de Janeiro il 17 febbraio 1875, ospitati presso l’Hospedaria locale.
La colonia di Porto Real, a circa 200 chilometri da Rio de Janeiro, fu una delle prime fondate da italiani in Brasile. Gli emigrati si dedicarono alla coltivazione della canna da zucchero e successivamente anche all’allevamento del bestiame. Dopo il primo impianto per la distillazione della canna da zucchero, sorsero a Porto Real molte altre fabbriche e fu fondata una Associazione Italiana intitolata a Vittorio Emanuele II.

Ermenbergo Pellizetti (1873-1947)

Un socialista lombardo emigrato nello stato di Santa Catarina

Ermenbergo Pellizetti nasce a Revere (Mantova) nel 1873. Seguì le orme di  cugino e zio e emigrò in Brasile.  Partì a proprie spese imbarcandosi a Le Havre dopo essere stato soldato di leva dal 1893 al 1896.
Di idee socialiste, partecipò con il medico e pensatore di idee anarchiche Giovanni Rossi alla fondazione della “Colonia Cecilia”, nello stato brasiliano di Paranà.

La sensibilizzazione dei contadini italiani

Divenne esperto di agronomia a livello universitario e si occupò molto di cooperative agricole e scuole.  A Blumenau organizzò la locale “Società Dante Alighieri” e nel 1929 inaugurò le Dominiche Agricole. Lo scopo era sensibilizzare gli agricoltori a far valere i loro diritti. Fu protagonista nell’espansione del Municipio di Rio do Sul, in Santa Catarina.

In piena foresta vergine costruì un hotel ristorante, fondò una fabbrica di strumenti musicali, contribuì al progresso dell’ospedale. Fondò un club atletico, la Società Nazionale di Agricoltura e il Banco di Credito popolare e agricolo di Bella Alliança.

La memoria

Fu eletto deputato dello Stato di Santa Catarina dal 1925 al 1930. Alla sua morte nel 1947 la città di Rio Grande decise di perpetuarne la memoria dedicandogli un busto. Può essere considerato un antesignano propugnatore di moderni ammortizzatori sociali e di protezione degli emigrati italiani nello stato di Santa Catarina.

Vuoi conoscere più storie e vedere più fotografie sugli italiani emigrati all’estero? Visita il sito dedicato del MEM

Fonti:

Clementina Tavernari

Catalogo dell’emigrazione femminile – Emiliano Romagnoli nel Mondo 

Enrico Secchi, Un sogno: la Merica! I miei 56 anni in Brasile, Diario di Enrico Secchi, introduzione di Emilio Franzina, Finale Emilia, 1998

Ermenbergo Pellizetti

pubblicato in Elio Benatti, Brasile chiama… Mantova, Tipolitografia Gamba, Verdello (Bg), 1998, pp. 98-99


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