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data: 20 luglio 2017
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Sarà perché ascoltando Titanic di Francesco De Gregori, viene alla mente il 19 luglio del 1943 a San Lorenzo, il bombardamento di 4000 bombe degli alleati che distrusse un quartiere intero di Roma e uccise 3000 persone; sarà perché a Genova 19 e il 20 luglio saranno giorni sempre difficili, sarà perchè il nuovo rapporto OIM (Organizzazione Internazionale per Le Migrazioni) datato 20 luglio 2017 pubblica pessime notizie,  sul diario di bordo siamo un pò tristi.

Citando il rapporto, OIM nel giro di tre anni il numero delle potenziali vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale arrivate via mare in Italia è aumentato del 600 per cento. 

Il portale missing migrants, un progetto che mappa le morti dei migranti in mare a partire dal 2013 continua a fornire dati allarmanti sulle morti in Mediterraneo:

ad oggi nel 2017 – 2359 morti

nel 2016 – 5143 morti

nel 2015 – 3784 morti

nel 2014 –  3283 morti

L’UNCHR comunica che i profughi nel mondo sono 65,9 milioni di persone e la maggior parte sono in fuga da guerre o da paesi nei quali il controllo delle risorse naturali o i cambiamenti climatici, provocano disastri e conflitti.

Spesso ci domandiamo come museo, e come Museo dedicato alle Migrazioni (MEM – Memoria e Migrazioni) possiamo fare qualcosa in merito? Possiamo in qualche modo influire sulla storia, sull’attualità e non solo come privati cittadini?

La risposta che ci diamo, è che il nostro obiettivo, come museo delle migrazioni è creare un tessuto sociale della città, un luogo sereno e sicuro, dove si possa parlare di migrazioni passate e presenti. Con le innumerevoli visite al MEM  e le attività didattiche nel percorso del museo

Da anni il Mu.MA è  membro di una rete di musei internazionale e lavora con altri musei per preservare la storia e connetterla con il presente, per cotribuire a generare tolleranza, comprensione, e cittadini più empatici e partecipativi. L’internazional Coalition Sites of Conscience  è un insieme di musei e di siti di rilevanza storica che la cui mission è la salvaguardia dei diritti umani attraverso l’uso della storia e la cultura.

Partendo dall’assunto che “la storia è adesso” il nostro obbiettivo è collegare il passato con il presente. Associando le lotte del passato con i movimenti per i diritti umani di oggi, cambiando la memoria in azione.

Che cos’è l’International Coalition Sites of Conscience?

Fondata nel 1999, l’ International Coalition Sites of Conscience è l’unica rete mondiale dedicata a trasformare luoghi del passato in spazi dinamici che favoriscono l’azione civica.

Con 200 membri in 55 paesi, la Coalition crea un movimento globale per connettere il passato con il presente, il ricordo con l’azione.

Il Mu.MA è entrato a far parte della Coalition nel 2010, grazie al progetto pilota Navigating Difference e partecipa attivamente al comitato di direzione della Rete Europea da quattro anni.

I paesi europei fronteggiano lotte uniche con pressanti problemi contemporanei quali le migrazioni, la xenofobia e il recente aumento di spinte e sentimenti nazionalisti.  Per trovare un terreno comune nel promuovere la tolleranza, I membri europei della Coalition si sono uniti per formare un’entità europea.

The International Coalition of Sites of Conscience – Europe,  è stata creata il 25 novembre 2015 e formalmente riconosciuta il 17 febbraio 2016.

La storia tra la Coalition e il museo:
Navigating Difference ha riunito tre musei in attività comuni dove grazie a un’installazione, i tre siti hanno potuto interpellare i loro visitatori con domande sul tema delle migrazioni.  l’Ellis Island Immigration Museum (USA), Le Bois du Caziers (Belgio), e il Galata Museo del Mare.
L’immigrazione è un bene per il mio paese?

E’ un bene per la comunità dove vivo?

E’ un bene per me?

Oltre a ciò i tre musei hanno realizzato attività di dialogo e confronto con il pubblico e le scuole con  moderatori  formati con la metodologia  della Coalition.

Nel 2014, grazie al sostegno della Coalition il museo ha sviluppato il progetto Educativo Foot or Root? (Piedi o Radici?) che ha coinvolto 20 classi delle scuole secondarie professionali di Genova e Liguria. Ecco un video che racconta l’attività.