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data: 31 agosto 2017
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Abbiamo visto nella puntata precedente del nostro diario di bordo precedente come sia fondamentale determinare con precisione l’ora per il calcolo della longitudine.
A Genova a tale scopo l’Istituto Idrografico della Marina si impegnò ad acquisire un complesso di strumenti atti a trasmettere e segnalare l’ora in città in forma diversa risolvendo il problema della trasmissione oraria a seconda dello scopo al quale veniva destinata.
Venne costruito l’osservatorio astronomico sulle rovine del Forte San Giorgio nella seconda metà dell’800. Il compito primario dell’osservatorio era determinare l’ora per regolare i cronometri di bordo.

Lo strumento dei passaggi

Strumento dei passaggi Carl bamberg Friedenau Berlin, fine del XIX secolo

Lo strumento utilizzato a questo scopo era lo strumento dei passaggi, che registrava cioè il passaggio di un determinato astro nella fessura della cupola dell’osservatorio, a una determinata ora.
Si tratta di un telescopio attraverso il quale si osservano il sole e alcune stelle orarie al passaggio in meridiano (cioè sul meridiano di Genova).
L’istante esatto in cui l’astro culmina nel cielo veniva registrato dal cronografo: questa operazione si ripeteva ogni giorno a mezzogiorno e mezzanotte.
Al passaggio del sole, nel momento del suo culmine, cioè nella massima altezza, veniva registrato sul cronografo che a sua volta inviava un segnale al cannone che sparava a salve il mezzogiorno alla città. Il cannone era a Torre Specola sulle alture di Genova alle spalle del porto e, fino agli anni sessanta, ha trasmesso alla città il segnale orario.
Determinata l’ora i naviganti potevano controllare l’andamento dei cronometri di bordo e come si è già detto, conservata l’ora del porto di partenza si poteva calcolare la longitudine.
Questo strumento, come la maggior parte degli oggetti esposti in questa sala, è di proprietà dell’Istituto Idrografico della Marina.

La collezione dell’Idrografico

Nella sala sono esposti strumenti di navigazione dell’Istituto Idrografico della Marina, che a partire dal 1872,anno della sua fondazione, svolge attività scientifiche e di ricerca per la navigazione. Con questi strumenti sono state fatte misure idrografiche, geo-magnetiche, metereologi che e astronomiche. Tra gli strumenti ci sono teodoliti, bussole, strumenti nautici, cronometri e carte nautiche. Questi strumenti testimoniano il passaggio dall’arte di navigare alla scienza della navigazione per una navigazione sempre più sicura. Infatti alla fine dell’ottocento con la rivoluzione industriale si aprono officine meccaniche di precisione dove scienziati e tecnici si confrontano per la produzione di sestanti, bussole cronometri sempre più precisi ed affidabili. Gli strumenti sono stati dismessi dall’Istituto quando negli anni sessanta chiude gli osservatori perché con la nuova urbanizzazione le misure fornite dagli strumenti non sono più rilevabili scientificamente.

Cronometro da marina Ulysse Nardin e le Locle Suisse. Inizio del XX secolo

Cronometro da marina
L’orologiaio Ulysse Nardin aveva solo 23 anni quando cominciò a costruire i suoi cronometri e nel 1876 diventato un imprenditore di successo sottopose i suoi marine chronometers al controllo degli osservatori di Ginevra e Nauchatel.


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