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Abbiamo già parlato delle spedizioni di Colombo in puntate passate del diario di bordo (puoi leggerle qui), riservando a conversazioni successive le esplorazioni geografiche che sono seguite nell’arco di tutto il ‘500.

Cristoforo Colombo ricevette il titolo di Ammiraglio del Mare Oceano (Almirante Mayor del Mar Oceano), ma è da Amerigo Vespucci che prende il nome la nuova terra scoperta.

Eppure  Vespucci non era un esploratore come immaginiamo Colombo,  non era affatto il comandante e nemmeno il pilota delle navi che lo hanno portato nel nuovo mondo! A differenza di Colombo, che era marinaio dall’età di 14 anni e aveva fatto esperienza nel Mediterraneo, nel Mare del Nord e sulle coste dell’Atlantico, Vespucci era più finanziere e mercante che capitano di nave.

La sua prima spedizione che lo vede alla volta dell’America, è al seguito di Ojeda – marinaio e condottiero spregiudicato che aveva partecipato alla seconda spedizione di Colombo. Come nelle spedizioni di Colombo successive alla prima, si imbarcano mercanti, ricchi, finanzieri, nobili oltre che marinai.

Vespucci partecipa alla spedizione non come uomo di mare tant’è vero che nell’equipaggio, non gli è assegnato nessun incarico ufficiale e nemmeno nella spedizione successiva.

Taccuini, appunti e rilevamenti geografici

Ciò che fa la differenza però, è sia a bordo, che una volta a casa, è la capacità di Vespucci di scrivere annotare descrivere le terre esplorate, divulgare le informazioni e a bordo, fare spesso rilevamenti geografici su dove si trovi la nave e di indicare, oltre la latitudine, anche la longitudine.

Abbiamo parlato spesso di quanto fosse impossibile calcolare la longitudine prima del ‘700, a causa della poca affidabilità degli orologi a bordo e dei metodi alternativi, anche astronomici- ma piuttosto complessi e poco precisi. 

Vespucci si serve dell’osservazione della congiunzione di due pianeti (la luna con Marte, di cui aveva le ore di rilevazione in Europa) e calcolandone la differenza di ora, traccia grossomodo la longitudine.

E in più, scrive, descrive e informa.

«...e acordammo d’andare alla parte del norte, adonde trovammo infinitissima gente e discoprimmo più di 1000 isole, e la maggior parte abitate, e tuttavia gente disnuda , e tutta era gente paurosa e di poco animo, e faciavamo di loro quello che volavamo»

(Lettera di Amerigo Vespucci, da Lisbona, 1500)

è a lui e alle sue annotazioni che risale il nome “Venezuela”: approda sulle coste e vede le palafitte dei nativi, che gli ricordano una piccola Venezia, Venezuela appunto…

Ed è al suo secondo viaggio che risale il nome Rio De Janeiro: Vespucci nomina il grande fiume che la sua nave passa in corrispondenza del mese di Gennaio (Rio de Janeiro, appunto), ed è anche grazie all’osservazione della natura, della portata dei grandissimi fiumi che incontra, che si rende conto di essere di fronte a un continente. Quindi Vespucci non è pilota, nè comandante, ma osservatore e scrittore. E tornato dal suo primo viaggio carico di schiavi da vendere come risarcimento della spedizione (fallita per quanto riguarda oro e spezie), scrive un libretto “Mundus Novus” che gira per tutta Europa e lo fa diventare famoso.

Ecco che cosa scrive una volta tornato a Lisbona:

«… e ciò venne per la crudel tempesta, per le spesse fortune e per la ignoranzia del nocchiero, le quai tutte cose allungano il viaggio. Ed eravamo  venuti in luogo che, se io non avessi avuto notizia della cosmografia, per negligenzia del nocchiero già avevamo finito il corso della nostra vita, percioché non ci era pilotto alcuno che sapesse insino a 50 leghe dove noi fussimo, se io non avessi a punto proveduto alla salute mia e de’ miei compagni con l’astrolabio e col quadrante, instrumenti astrologici: e per questa cagione mi acquistai non picciola gloria, di modo che d’allora innanzi appresso di loro fui tenuto in quel luogo che i dotti sono avuti appresso gli uomini da bene, percioché insegnai loro la carta da navigare, e feci che confessassero che i nocchieri ordinarii, ignoranti della cosmografia, a mia comparazione non avessero saputo niente».

(Lettera di Vespucci al Soderini, Lisbona, settembre 1504).

Piloto Mayor

Nel 1508, quando ormai è chiaro che le spedizioni nel Nuovo mondo saranno frequenti e redditizie, il re di Castiglia Ferdinando, convoca Vespucci assieme a una squadra di grandi marinai, Pinzòn, Juan de la Cosa, Juan de Solis per nominarli tutti Piloto Mayor de la Casa de Contrataciòn. Saranno loro a fare da scuola, a insegnare a chi sta per partire le rotte, le insidie, i metodi di navigazione e di rilevamento geografico.

Per approfondire

Se vuoi approfondire il concetto di rilevamenti geografici, latitudine e logitudine, ecco alche puntate del diario di bordo.

http://www.galatamuseodelmare.it/misurare-la-latitudine/

http://www.galatamuseodelmare.it/longitudine/

http://www.galatamuseodelmare.it/longitudine-latitudine/