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data: 24 gennaio 2017
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La voglia di riempire le pagine del nostro diario di bordo  è tanta! Ma prima di addentrarci nella collezione, mettiamo a fuoco dove siamo. Ripercorriamo la storia di questi luoghi, dove una volta erano scivernate le galee.
Arsenale di galee e poi? Quante funzioni può avere avuto l’edificio del Museo del Mare,  prima di essere museo?

 

Abbiamo parlato di recente del progetto dell’architetto Consuegra su uno degli spazi museali più belli di Genova, il Galata Museo del Mare. L’architetto ha ridato all’edificio, quasi abbandonato nel ‘900, la centralità che aveva nel XVI secolo.

 

La storia

Arcate vecchie per Galee Grassi Genova
Sulla sinistra le arcate vecchie per le galee – Cristoforo Grassi Veduta di Genova particolare

Dalle fonti sappiamo che era nato originariamente come uno degli spazi dell’Arsenale genovese per costruire o per tenere in manutenzione le galee della Repubblica di Genova.

L’edificio, che aveva il nome di “Acate Nuove”, si contrapponeva alle “Arcate Vecchie” costruite lungo la riva del mare, lo spazio che si trova tra il museo e la sopraelevata. Le Arcate Vecchie erano una quindicina di scali, disposti a pettine lunghi 50 metri, larghi 8,  alte tra i 10 e i 15 metri. Qui le galee venivano costruite e poi scivolando sui tronchi,  varate in mare.

Le Arcate Nuove invece , risalgono alla seconda metà del XVI secolo. La Repubblica decide di aumentare il numero di galee della sua flotta, per essere competitiva sul Mediterraneo.Alte e ampie arcate  sono progettate per poter costruire e ospitare  e al chiuso galee di grandi dimensioni.

Darsena Genova

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quando  però nel ‘600 i lavori  sono completati, le situazioni economiche e politiche mutano e le galee della Repubblica diminuiscono: da 25 passano a 15.

Di conseguenza anche gli edifici vengono modificati per avere utilizzi differenti. Le arcate alte nell’800 fanno posto a un edificio di tre piani  e diventa magazzino della dogana. L’area sul dock viene attrezzata allo scopo di carico, scarico e magazzino: gru, binari, scambi ferroviari, che vediamo ancora oggi.

L’edificio viene abbellito da un rivestimento neoclassico, con un torrino sulla facciata e la torre, che vediamo ancora. È in questo periodo che le “Arcate Nuove” prendono il nome di Galata.

 

Galata
Il Galata nell’800 quando è magazzino della Dogana

Ma dove ritroviamo la parola Galata? Vi ricorda qualcosa “Galatasaray”, il nome della squadra di calcio di Istanbul? Nel 1910, quando il Comune di Genova bonificò l’area della Darsena e decise di costruire e ristrutturare i fabbricati intorno, assegnò a ciascun edificio il nome di una colonia d’Oriente, chiamando ogni palazzo Quartiere per le grosse dimensioni.
I nuovi dock/quartieri erano: Metelino, Scio, Tabarca, Cembalo, Caffa, Famagosta e Galata.

A noi toccò Galata, quartiere dell’antica Costantinopoli dove si installarono i genovesi nel 1260, per più di 200 anni. Chi ha visitato Istanbul conosce sicuramente la torre Galata!