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Vi ricordate le 13mila bombe sul porto di Genova nel 1684 di cui abbiamo parlato nel nostro diario di bordo?

 

Con il bombardamento del porto inizia l’ultimo secolo di vita della Repubblica. Si tratta di una stagione particolarmente drammatica. Ormai appare evidente la debolezza della Repubblica che, fatta di aristocratici è incapace di gestire il passaggio a nuove forme di governo e di riconoscere alla borghesia mercantile gli spazi di iniziativa necessari.

La repubblica inoltre è debole a livello economico, militare e nelle relazioni internazionali. Incapace di garantire sicurezza per i traffici sulle coste, viene continuamente provata dalle razzie dei corsari sul mediterraneo.

La Repubblica democratica Ligure 

Nel 1797 le truppe di Napoleone spazzano via la repubblica aristocratica che cade senza combattere per fare posto alla “repubblica democratica Ligure”

L’armata di Napoleone, in arrivo dalla riviera di ponente prese genova la mattina del 22 maggio 1797, con l’aiuto dei giacobini genovesi che si unirono ai soldati francesi aiutandoli nell’occupazione del varco portuale e quindi si sparsero per la città.

Mentre i nobili si rifugiavano nei loro palazzi e i simpatizzanti giacobini e le truppe francesi saccheggiarono i depositi di armi, liberarono i detenuti della Malapaga e i galeotti e si instaurò un comitato rivoluzionario, destinato a guidare l’insurrezione.

Di conseguenza, diventata Genova la Repubblica democratica Ligure , repubblica giacobina – nelle mani della Francia – attirò nel giro di pochi mesi, l’assedio per terra di austriaci e piemontesi e un imponente blocco navale ad opera della marina inglese per impedire qualunque operazione comemrciale in uscita dal porto di Genova e soprattutto che nessun carico di viveri arrivasse in città.

Blocchi navali e violatori

Nacquero episodi di resistenza e di violazioni di blocco, dove emerge Giuseppe Bavastro, sampierdarenese, violatore professionista del blocco navale con una vecchia galea.

Per ostacolare il costante bombardamento sulla città di Genova attaccò le navi inglesi, con una sola galea e una manciata di galeotti al remo, attaccò la nave inglese. La piccola e vecchia galea aveva solo 3 cannoni, ma il comandante sapeva manovrarla agilmente e che riuscì a schivare i colpi dell’ammiraglia inglese e a colpirne lo scafo, dividendola in due! Al momento dell’abbordaggio Bavastro rimase a combattere corpo a corpo fino all’ultimo.
Giuseppe Bavastro fu però catturato il 20 maggio del 1800 con la sua galea Prima (da 52 remi) e che una volta catturata fu ceduta ai piemontesi Savoia. Dopo questo episodio, egli continuò la guerra corsara contro gli Inglesi fino al 1812.
Quindi si trasferì in America, dove combattè per Simone Bolivar. Trascorse gli ultimi anni di vita come capitano del porto di Algeri, dove morì nel 1833.

Gli esiti del blocco e l’epilogo della Repubblica democratica Ligure

Il blocco, la guerra navale, l’assedio di Genova nel 1800, che porterà la città alla fame, gli anni della Repubblica Ligure fino alla disfatta francese, al ritorno dei Savoia con la copertura dei cannoni navali inglesi rappresentano due decenni durissimi per la borghesia genovese, nelle sue componenti mercantile, armatoriale e marittima.

E’ una durissima scuola: la flotta viene quasi azzerata e costante è la razzia inglese di battelli di piccolo o medio tonnellaggio. Inesistente è la produzione di navi di grande tonnellaggio, ad eccezione di quelle militari francesi.