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data: 28 febbraio 2017
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Sul diario di bordo del Galata oggi trovate il murale “Orizzonti di Speranze”.

Sulla scia dei grandi musei marittimi internazionali, il Galata ha creato sulle sue banchine un Open Air Museum. Un museo a cielo aperto  con la storia dei cantieri navali e attività marittime che si tenevano in questi spazi. Assieme a testimonianze di archeologia industriale, si fonde il linguaggio dell’arte contemporanea. Qui vediamo un grandissimo murale che si affaccia su Via Gramsci.

Il murale

Orizzonti di Speranze è il murale alto 4,5 metri e lungo 28 che racconta la storia dell’emigrazione italiana verso il Sudamerica, realizzato dall’artista Munù Actis. Il murale è nato in occasione del bicentenario dell’ Istituzione del primo governo argentino indipendente dalla corona spagnola.  É un omaggio all’emigrazione italiana che partì dal porto di Genova verso l’Argentina.

L’arte publica

L’arte murale è arte pubblica per eccellenza, esperienza sociale e testimonianza della contemporaneità. Diventa esposizione permanente e costruisce l’identità del luogo in cui viene ubicata. Umanizza lo spazio, lo ridefinisce, rendendolo più bello, vivibile, significativo. Stabilisce un flusso di comunicazione vitale con l’ambiente circostante, permettendone l’utilizzo in funzione educativa.

Il tema del Murale

La tematica da richiamare in questo murale è l’emigrazione italiana in Argentina. La partenza dall’Italia dal porto di Genova, l’arrivo in Argentina, le attività e i principali luoghi di insediamento, l’influenza sulla cultura: musica, lingua, stili di vita. Il murale sarà uno stimolo alla riflessione sulla memoria storica e sul tema dell’emigrazione dei popoli. Perché si propone un percorso che porta ad un confronto tra la Genova di ieri – porto di partenza – e quella di oggi – che accoglie migranti da tutto il mondo; tra l’Italia di ieri – luogo d’origine – e quella di oggi – destinazione dei migranti.

Il murale e la città – Le scuole

Ed è stato così per le tante scuole che sono passate qui al museo in visita, trovando il murale prima e dopo la visita al MEM. Frutto di una riflessione collettiva e di classe, è stato il lavoro “Arte e Migrazioni”.  È stato realizzato dalla classe II G della scuola Media Colombo di Genova con l’impegno della professoressa Maria Agostini. Ecco il video che è nato in seguito al loro lavoro.

L’artista

É Munù Actis Goretta  l’artista che ha realizzato il murale. Discende anche lei dagli agricoltori italiani che contribuirono a costruire l’Argentina e che partirono da Genova.

Muralista argentina contemporanea, Munù Actis si è laureata presso la “Universidad Nacional de La Plata”. Ha promosso progetti sia in Argentina, Cuba, Brasile, Venezuela anche insieme ad artisti europei e latinoamericani nell’arte pubblica monumentale.

Murales in Italia e altri lavori dell’artista

Ha realizzato due murales in Italia: un di 19 metri x 7 a Caluso, Torino nel 2006. Di qui erano erano originari i nonni. L’altro nel  2007 presso Cinecittà a Roma.

La sua testimonianza artistica si tinge però di un significato particolare. L’artista infatti ha attraversato l’esperienza di desaparecido sopravvissuta all’inferno dell’ESMA, carcere segreto argentino durante la dittatura. La sua memoria  è riportata in Le Reaparecide,  libro scritto con quattro compagne di prigionia e pubblicato in Italia nel 2003.
Non possiamo fare a meno di segnalare come la memoria sia il filo conduttore della ricerca artistica di Munù.