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Spesso abbiamo parlato di emigranti che solcano i mari sui piroscafi europei per raggiungere America Latina e NordAmerica. Terminata la Prima Guerra Mondiale, i viaggiatori diventano molto più eterogenei. Non sono solo famiglie emigranti di lavoratori, ma iniziano anche a vedersi con più frequenza uomini d’affari, musicisti, attori, campioni: clientele più ricche e anche più esigenti.
Per queste persone raggiungere le Americhe (sopratutto gli USA) nel minor tempo possibile diventa una discriminante importante e per le compagnie di navigazione, avere navi veloci diventa  una questione di prestigio e anche un’esigenza commerciale.
La rivalità tra le nazioni europee è viva  nel campo della navigazione transatlantica e paesi come l’Inghilterra, la Francia e l’Italia si contendono primati di migliori costruzioni navali e di migliori prestazioni delle navi stesse.
In questo contesto prende piede la competizione del Nastro Azzurro, o Blue Riband. (Era il riconoscimento che veniva attribuito alla nave passeggeri che deteneva il record di velocità media di attraversamento dell’Atlantico, in regolare servizio e senza scali di rifornimento.)

Il Rex

Il transatlantico Rex viene impostato nei Cantieri Navali Ansaldo di Sestri Ponente dal regime fascista con il palese scopo di partecipare – e vincere – la gara di velocità tra le compagnie di bandiere.
Impostato il 24 aprile 1930, viene varato il 1° agosto del 1931.
Le sue dimensioni sono gigantesche : è lungo (fuori tutto) 268 metri e venti centimetri, largo 29 metri e 50 centimetri. La stazza lorda è di 51.602 tonnellate. L’apparato motore è costituito da quattro gruppi di turbine Bauer tipo Parsons che sviluppano 136.000 cavalli in totale.
Il Rex è una nave dal disegno estremamente avanzato : lunga e slanciata, con fumaioli corti ed ellittici, molto spostati a proravia.

Estratto del giornale di bordo della traversata del Rex quando vince il nastro azzurro

La nave, con i suoi 12 ponti, è una vera “città galleggiante” : a bordo, i suoi 2261 passeggeri, hanno a disposizione un equipaggio numeroso, a fronte di 80 marinai e 112 macchinisti, sono imbarcati 400 tra camerieri, cuochi e garzoni, e uno stuolo di professionisti, tra cui 11 professori d’orchestra, 2 bagnini, 15 pompieri, un argentiere. La “città” ha le sue esigenze e a queste pensano il commissario capo assistito da quattro commissari.

La conquista del Blue Riband

Sino dall’inizio, il Rex viene destinato alla rotta delle navi più prestigiose: la Genova-Napoli-New York.
Il 27 settembre 1932, il Rex è pronto a partire da Genova per il suo viaggio inaugurale e i colori della nuova compagnia nazionale in cui è stata assorbita la N .G.I., la Società Italia – Flotte Riunite.
Nell’estate del 1933, dopo un ampio collaudo, il comandante Tarabotto viene personalmente incaricato da Mussolini di conquistare il Nastro Azzurro ; parte da Genova alle 11 del 10 agosto, ma le condizioni meteo sono sfavorevoli : l’ocean liner non sembra farcela. Nelle ultime 24 ore, Tarabotto gioca il tutto per tutto : la nave copre 736 miglia e raggiunge una velocità di 29,61 nodi. Arriva a New York con 27 ore di anticipo e una media oraria di 28,92 nodi.

La pattuglia di idrovolanti comandata da Balbo ha seguito la traversata del Rex dall’alto

Il Nastro Azzurro è suo: è un trionfo e il Rex entra nella leggenda.

L’immagine che si vede in copertina è l’arrivo del Rex a New York, ripresa dalla pattuglia di Idrovolanti che ha seguito tutta la traversata.

 

Il Rex dopo il Nastro Azzurro

Al rientro a Genova, attendono la nave grandi festeggiamenti: l’aeroclub prepara un grande guidone azzurro lungo 29 metri, uno per ogni nodo di velocità record che viene fissato sul pennone più alto.

Il Rex continuò a navigare fino al 1940 quando, scoppiata la Seconda Guerra Mondiale fu trasferito a Trieste e affondato nel 1944 dai bombardieri aerei. Prima di essere mandato in disarmo nel golfo di Trieste, al Rex venne tolta la sua monumentale campana.
Realizzata in bronzo e rivestita in ottone, la campana simbolo della nave fu data in dono alla città di Genova nel 2004 e custodita al Galata Museo del Mare in comodato dalla compagnia Fratelli D’Amico, in onore di Antonio D’Amico.

Le immagini che vedete, sono parte della donazione al Galata Museo del Mare da parte di  Giuseppe Barbieri, torpediniere dell’equipaggio che partecipò alla traversata del Rex quando vinse il Nastro Azzurro. Presto vi racconteremo anche la sua storia.

Per adesso godetevi un estratto del  capolavoro Amarcord, di Federico Fellini, che racconta il passaggio del Rex a Rimini pubblicato dalla Cineteca di Bologna.