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data: Dal 30 giugno 2016
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Nuovo allestimento che aggiorna e racconta l’immigrazione con storie, dati e testimonianze. 

A 5 anni dall’apertura al pubblico del MEM Memorie e Migrazioni, la sezione permanente al terzo piano del Galata Museo del Mare dedicata alla storia delle migrazioni in Italia, il Mu.MA Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni presenta “Italiano, anch’io. L’immigrazione nell’ Italia che cambia”, un nuovo allestimento dedicato all’immigrazione contemporanea nel nostro Paese. L’intero progetto è curato dal direttore Pierangelo Campodonico e dallo staff scientifico del Mu.MA e realizzato grazie al sostegno della Compagnia di San Paolo.
Costituita nel 2011, in piena crisi della “primavera araba”, questa sezione è stata rivista alla luce della maturazione del dibattito politico e sociale e di una maggiore consapevolezza dei soggetti coinvolti. Il nuovo concept pone l’attenzione sulla percezione del fenomeno immigrazione da parte degli italiani e sull’auto percezione degli immigrati nel contesto della società italiana.

In particolare la nuova Area Immigrazione presenta 8 aree tematiche: migrazioni, fenomeno planetario; immigrati in Italia, una cronologia; ne abbiamo bisogno?; il lavoro degli immigrati, chi è chi, le definizioni; storie di popoli in fuga; i nuovi italiani a scuola; Genova, in un giorno; la casa & la famiglia, cucina e la migrazione del gusto; un parere. Il tuo.

 

MEM MEMORIE E MIGRAZIONI – LA GENESI
Nel 2008, il Mu.MA – Istituzione del Comune di Genova – apriva la mostra “La Merica!” dedicata ai viaggi dell’emigrazione italiana negli Stati Uniti. Dal 2011 il terzo piano del Galata Museo del Mare di Genova è interamente destinato a raccontare l’emigrazione italiana via mare e l’immigrazione straniera, fenomeno che da almeno quarant’anni riguarda l’Italia. 1200 metri quadrati ed oltre 40 postazioni multimediali, molte delle quali interattive, raccontano come le migrazioni hanno segnato e segnino la società italiana.

L’allestimento che, a partire dal mondo contadino italiano del XIX secolo – il grande serbatoio dell’emigrazione – passa per la ricostruzione della Genova ottocentesca e i suoi vicoli che accolsero (e sfruttarono) l’emigrazione, la ricostruzione del piroscafo ‘Città di Torino’ che nella sua lunga carriera trasportò centinaia di migliaia di quelli che gli americani definivano ironicamente steerage passengers (passeggeri di stiva) e le ricostruzioni ambientali che ricordano le destinazioni molto diverse degli italiani: quelle urbane, come la Boca, il coloratissimo quartiere di Buenos Aires ma anche quelle rurali, a volte perse nella foresta, come in Brasile, per terminare in quella più nota, Ellis Island.


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