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data: 11 aprile 2017
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L’idea

Il Mu.MA ha ideato ed è tutt’ora impegnato nella costituzione di un sistema territoriale regionale, il Parco Culturale del Mare, basato sul rispetto del mare, elemento naturale e culturale che accomuna soggetti con esperienze diverse, ma uniti da principi fondamentali comuni.

In questo ambito è stata realizzata nel 2009 la Carta del Mare con l’intento  di creare una rete di soggetti uniti dalla condivisione di valori ed esperienze connesse alla cultura del mare e per individuare, raccogliere e diffondere Buone Pratiche basandosi sui 4 principi: Cultura, Ambiente, Accoglienza e Lavoro .

Nei primi 5 anni sono state raccolte più di 2500 Buone Pratiche di soggetti pubblici, privati e del privato-sociale dalla Liguria fino al bacino del Mediterraneo.

Il Portale della Carta del Mare

Oggi la Carta del Mare 2.0 ha un sito dedicato e offre la possibilità di partecipare direttamente online.
E’ uno strumento di raccolta e diffusione di buone pratiche per riflettere sui comportamenti virtuosi in sette aree: cultura, ambiente, accoglienza, lavoro, innovazione, relazioni e catena di fornitura.

Nel 2017 le Buone Pratiche si riferiranno in particolare all’ Innovazione: l’aggiornamento tecnologico sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale, per diffondere cultura offrire servizi e prodotti in modo efficace ed efficiente.

Che cosa si deve fare per partecipare?

Alla Carta del Mare si partecipa, come se si entrasse a far parte di un gruppo.  Ha validità un anno e partecipare non costa nulla.

Prendiamo ad esempio il caso di un Diving Center che venisse invitato a far parte della  Carta del Mare.
Un rappresentante dell’impresa si iscrive sul sito della Carta del Mare e  compila una carta a punti. specificando che cosa ha già fatto (10 punti) e che cosa ha in programma di fare (5 punti).
Valuterà quante delle buone pratiche riunite in questo documento ha applicato e quante ha intenzione di applicare.

E come individuare le Buone Pratiche? Qualche esempio

Ha svolto qualche attività di informazione e sensibilizzazione verso la sua comunità sui temi del mare?
Ha organizzato delle letture o delle lezioni specializzate?
Ha organizzato una giornata dove promuove la salvaguardia di una particolare specie marina o area?
Oltre a fare pubblicità alla propria attività, ha realizzato delle brochures o materiale informativo sulla sostenibilità socio-ambientale dell’attività di diving?
Ha destinato parte delle proprie risorse nell’organizzare attività rivolte ai disabili?
Ha destinato parte delle proprie risorse per trasportare i suoi clienti in modi sostenibili per l’ambiente? (Un pulmino invece che singole macchine, un mezzo elettrico, una passeggiata per arrivare al luogo dell’immersione invece che con le  automobili…)
Si serve da fornitori che hanno sottoscritto il proprio codice etico o piano per i diritti umani?

 

Poniamo ora il caso di un’Associazione culturale che non ha direttamente a che fare con il mare.  Si impegna però per il recupero e la rivitalizzazione di un’area urbana attraverso l’uso di linguaggi artistici, musicali in una modalità partecipativa.

Ha creato momenti di incontro e di dialogo con la comunità locale e i nuovi residenti?
Si è impegnata per offrire servizi e prodotti in modo più efficace ed efficiente attraverso l’innovazione tecnologica? (App o strumenti per vivere il territorio o muoversi con facilità…)
Ha lavorato per creare relazioni e reti sul territorio tra cittadini semplici e istituzioni?

Buone pratiche personalizzate

E se l’aderente avesse realizzato un’attività che non è compresa nella nostra lista di buone pratiche?
Sarà lui stesso a descriverla e inserirla come nuova buona pratica.
Per aiutare chi compila in un’autovalutazione scientifica e certificata, sono stati inseriti riferimenti internazionali e nazionali a standard di condotte di impresa responsabile e di responsabilità sociale delle imprese (CSR, Corporate Social Responsibility).

Quali vantaggi?

Prima di tutto l’aderente può confrontarsi con una serie di pratiche che lo possono aiutare ad avere una presenza responsabile sul territorio. Forse non aveva pensato ad alcune delle attività raccolte e trova nelle buone pratiche di alcuni colleghi spunti interessanti per la propria attività.
Ha visibilità sul sito della Carta del Mare, sui canali social del museo e soprattutto, in fase di apertura e chiusura della campagna di adesione, sui media.
Entra in contatto con altre realtà simili, o con enti differenti. Crea amicizie e legami che possono dare origine a nuove attività sul territorio.
Consultando gli standard di condotte di impresa, potrebbe scoprire di aver diritto a premialità  come sgravi fiscali, o agevolazioni di altro tipo.

Chi partecipa

Alla Carta del Mare possono aderire soggetti istituzionali, imprenditoriali, associazioni. Musei, Parchi e Aree Marine protette, Istituzioni pubbliche.  Associazioni, fondazioni, onlus, coop, associazioni della pesca e sportive del mare. Operatori turistici, strutture ricettive, agriturismi, ittiturismi, stabilimenti balneari. Scuole, enti di formazione, Imprese. Hanno aderito soggetti importanti ad ogni livello, nazionale e internazionale: I musei Marittimi di Istanbul e di Rovigno Italia Nostra RINA Fondazione Acquario di Genova Generali Conserve e molti altri ancora …

Vuoi sapere di più sulla Carta del Mare? Vai al Sito Dedicato www.cartadelmare.it