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«…mangiavamo biscoto, non più biscoto ma polvere de quello a pugnate, perché essi Havevano mangiato il buono, puzava grandamente de orina de sorzi, et bevevamo hacqua ialla già putrifata per molti giorni…»

«Li sorgi se vendevano mezo ducato lo uno, et se pur ne avessemo potuto havere. Ma sovra tute le altre squiagure questa era la pegiore: cressivano le gengive al alguni sopra li denti così de soto come de sovrache per modo alguno non potevamo mangiare, et cossì morivano…»

(Antonio Pigafetta, La mia longa et pericolosa navigatione, MSS Ambrosiana, 1522-23)

L’Armata delle Molucche

Dura tre anni la spedizione di Ferdinando Magellano che nel mese di agosto del 1519 parte dalla Spagna con 5 navi e 260 uomini, dopo un anno di preparativi.
Battezzata “Armata delle Molucche”, la spedizione di Magellano era volta a trovare un passaggio attraverso il continente americano per arrivare più velocemente nell’oceano indiano e negli arcipelaghi ora noti come Indonesia, paradisi di spezie e droghe.
A bordo dei cinque vascelli c’è anche Antonio Pigafetta che descriverà, mesi dopo le drammatiche condizioni a bordo dove l’equipaggio è devastato dal freddo, dalla fame e dallo scorbuto. Il racconto di Pigafetta “Relazione del primo viaggio intorno al mondo” è estremanente importante per ricostruire il primo viaggio di circumnavigazione del globo.

In relatà Magellano non aveva intenzione di circumnavigare il globo, ma appunto trovare un passaggio agevole verso l’india (che verrà in effetti realizzato nel 1879 con la costruzione di un canale di 81 km navigabile tra Oceano Atlantico e Oceano Pacifico – il Canale di Panama) .

Magellano si dirige quindi a attraversare l’Atlantico ma non utilizzando la solita rotta che dalle Isole Azzorre prende gli alisei e arriva all’altezza del centramerica, ma costeggia l’Africa spingendosi molto a sud per poi attraversare l’Atlantico e arrivare sulle coste di Rio de Janeiro, per poi cercare appunto un passaggio – di là- sulle coste brasiliane. L’autunno sudamericano (siamo a Marzo) è troppo duro e le navi si fermano al riparo, per poi riprendere mesi dopo, tra ammutinamenti e peripezie verso sud, cercando di evitare le tempeste di Capo Horn.

Lo stretto di Tutti i Santi

Si butta nella frastaglia costa della provincia dell’Argentina meridionale di La Cruz preparandosi alla ricerca dello stretto dove vede una delle sue navi affondare in una terribile tempesta: sarà la prima di una lunghissima serie di navi che cercano di varcare il passaggio verso le coste del Perù.

Dopo mesi di ricerca, ecco che si riesce a trovare il canale, che viene battezzato da Magellano “Stretto di tutti i Santi”.

è qui che si incontrano due oceani, il pacifico e l’atlantico in un ambiente apparentemente tranquillo e protetto dalle montagne e dai fiordi, ma pieno di correnti marine terribili. La spedizione è passata al Pacifico, ma non è nemmeno a metà.

(segue…)