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La Sala della Tempesta, grazie all’utilizzo della Realtà Virtuale, presenta un nuovo allestimento per coinvolgere ulteriormente il “visit – attore” nell’avventura di un naufragio a Capo Horn, a bordo di una scialuppa di salvataggio. La Sala della Tempesta, allestita al 2 piano del Galata Museo del Mare, è inclusa nel biglietto d’ingresso al Museo e visitabile tutti i giorni dalle 10 alle 19.30.

Il pubblico – 18 persone in contemporanea – è invitato a prendere posto su apposite sedute dinamiche all’interno della scialuppa di salvataggio, e, dotato di un visore di realtà virtuale (Samsung Gear VR), può vivere in prima persona l’avvincente viaggio nel mare in tempesta. La realizzazione di questa applicazione di Realtà virtuale è stata curata da ETT S.p.A., partner del Museo nella realizzazione del Sommergibile Nazario Sauro e del padiglione MeM Memorie e Migrazioni, e si colloca in un’ottica di innovazione e di collegamento tra esperienza culturale-museale e dispositivi tecnologici sempre più avanzati, settore in cui il Museo è già all’avanguardia.

In questo senso si segnala anche il simulatore di pilotaggio della plancia di comando di una moderna nave della Sala Armatori, allestita al terzo piano del Museo grazie al contributo dell’Associazione Promotori Musei del Mare. Si tratta dello stesso sistema di addestramento professionale adottato in ambito civile e militare. Il visitatore può così mettersi ai comandi e provare le manovre in tre missioni differenti: raggiungere una nave in ingresso al porto di Genova al comando di un’unità dei piloti del porto, effettuare una manovra di accosto/ormeggio con una nave mercantile nella banchina del porto di Genova, prestare assistenza a una nave mercantile a bordo di un rimorchiatore.

LA SALA DELLA TEMPESTA

Il percorso che conduce al “naufragio a Capo Horn” comprende una prima parte sul tema delle tempeste nella storia: attraverso dipinti, stampe, incisioni, ex voto ed oggetti semplici della vita comune che si trovavano a bordo delle scialuppe, il visitatore può scoprire le origini, le motivazioni e le storie di chi sceglieva di solcare le acque più temibili come quelle di Capo Horn, protagoniste dell’ exhibit. È nella seconda parte, in linea con la filosofia “Sali a bordo” del Galata Museo del Mare, che si vive l’esperienza in VR.

 

Il futuro-naufrago si trova in un vano semi – buio dove la voce concitata del nostromo che appare sullo schermo con il suo “Sud Ovest”, tipico abbigliamento (cerata e cappello) dell’epoca, chiama il pubblico a salire a bordo di una scialuppa, prendere posto sui banchi, aggrapparsi ai remi e iniziare a remare perché, come grida il nostromo, “la nostra nave sta per affondare e noi dobbiamo allontanarci”. Intanto si illuminano gli schermi, mostrando Capo Horn, mentre le onde che si alternano alle forti raffiche di vento coinvolgono il visitatore in un’esperienza multisensoriale. Le speciali sedute dinamiche posizionate sulla barca beccheggiano, salgono e scendono sulle onde – meglio tenersi forte – intorno ai superstiti passano come fantasmi gli albatros, le orche e le balene.

Pochi minuti di intensa immersività per capire che con il mare non si scherza. Un’esperienza forte, che unisce storia e nautica in un suggestivo allestimento con le nuove frontiere dell’edutainment.

Resta una domanda: ci salveremo dal naufragio? Chi ci raccoglierà nelle acque gelide e ventose di Capo Horn? Non resta che andare al Galata Museo del Mare per saperlo.