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Abbiamo già scritto diverse volte sul diario di bordo episodi dedicati all’Andrea Doria, ma la vicenda del salvataggio più grande nella storia della navigazione, in effetti riveste sempre un interesse vivo e attento.

Abbiamo parlato dei comandanti che coordinarono le operazioni di salvataggio, si può leggere la storia qui: http://www.galatamuseodelmare.it/salvataggio_andrea_doria/ 

Abbiamo citato alcune vicende di superstiti, come la storia di Linda, che si può leggere qui http://www.galatamuseodelmare.it/andreadoria_linda/

E anche oggi continiuamo a parlare di questo grande salvataggio: tutti salvi a bordo, escluso chi perì nell’urto con la Stockholm.

La mostra allestita sulle rampe del Galata Museo del Mare racconta storia dell’ Andrea Doria, transatlantico in navigazione da solo cinque anni affondato il 27 luglio 1956 nell’oceano Atlantico.

Seguirono molte polemiche dopo l’affondamento dell’Andrea Doria. Ma riflettiamo su un dato incontrovertibile. Tranne le vittime della collisione (43), tutti gli altri passeggeri (1090) e tutti i membri dell’equipaggio (572) furono portati in salvo. L’unica eccezione fu una passeggera di nome Martha Petersen, che morì durante le operazioni di salvataggio.

Ecco ancora alcune commoventi storie delle persone salvate.

Fotografia proveniente dalla collezione di Paris Lena

Giovanni, Vincenza e Mario Morrone

La famiglia Morrone era composta dal padre Giovanni, di 35 anni, dalla madre Vincenza, di 30 e dal figlio Mario, di 7 anni. Nel momento di scendere nelle scialuppe, Vincenza si attarda, ha paura, scende molto lentamente. Il marito e il figlio la incitano ad affrettarsi, ma è inutile.

La scialuppa che l’aspetta, è ormai al completo, l’Andrea Doria ha uno scossone e minaccia di rovesciarsi, a quel punto la barca si allontana verso l’oscurità. Giovanni e Mario, dalla battagliola si accorgono che Vincenza è anora appesa alla corda, le gridano di risalire, ma la donna è paralizzata dal terrore, rimane fierma finché ci riesce, poi cade in acqua. Per fortuna ha il salvagente addosso e resta a galla nell’acqua oleosa, ma le onde e le correnti la trascinano, mentre Giovanni e Mario la vedono scomparire oltre la poppa.

Più tardi i due verranno fatti scendere in una delle scialuppe della S/s Cape Ann e da questa saranno condotti a New York: non hanno più visto Vincenza e la credono morta tra le onde.

Invece, una scialuppa ha recuperato la donna e l’ha condotta sulla S/s Stockholm, e su questa nave, Vincenza Morrone verrà condotta a New York dove troverà, increduli, il marito e il figlio che l’avevano data per dispersa.

La tenera storia di Melania e Giovanni

Melania, 19 anni, viaggia con la sua famiglia, gli Ansuini, di Nocera Umbra: sono in cinque, il padre Domenico e la madre Giulia, i due fratellini più piccoli Filippo e Pasquale. 

Il padre la scorta in tutte le feste da ballo e, infatti, al momento della collisione è con lui, il fratello più piccolo è a letto in cabina con la madre, l’altro al cinema.

Dopo l’urto, tutto diventa difficile: la nave è inclinata, si scivola: “c’era umidità, si scivolava e una volta che la nave aveva incominciato a mettersi su un fianco ci dicevano: salite, salite, aggrappatevi alle corde e salite verso il lato opposto! Ma era impossibile non scivolare e la gente ricadeva giù”. C’avevano fatto togliere tutto, scarpe, oggetti ingombranti”

Durante la discesa nelle scialuppe, perde la presa sulla “gran fune” (forse una manichetta) a cui era attaccata e cade in mare, perdendo conoscenza nell’impatto. Giovanni Vali, 27 anni, laziale imbarcatosi a Napoli e diretto in Canada per lavorare, e che l’aveva conosciuta nelle feste a bordo, la vede e si getta anche lui in mare, la raggiunge e con l’aiuto dei marinai la trascina a bordo di una scialuppa.

Saranno tutt’e due salvati sulla S/s Île de France, resteranno in contatto epistolare dopo il loro arrivo a New York, l’uno in Canada, mentre gli Ansuini si dirigeranno in California e otto mesi dopo il naufragio, si uniranno in matrimonio.

Negli anni a seguire apriranno un ristorante. La loro prima figlia si chiamerà Doria.