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L’immagine sullo sfondo ritrae il porto di Genova nel 1901: una “foresta” di alberi di navi mentre i porti inglesi, alla fine dell’800  avevano già  ben oltre il 50% di naviglio a vapore. Alla fine dell’800 la flotta italiana ha almeno ancora il 70% del suo naviglio a vela.
In questo momento per un Europa in espansione avere un naviglio a vapore  per una nazione significa:

poter garantire tempi certi di consegna delle merci

operare con maggiore velocità

avere la possibilità di lavorare con navi molto più grandi con maggiore capacità di carico.

L’attività cantieristica in Liguria

Alla fine dell’800 l’attività cantieristica in Liguria si concentrava sulle spiaggie (arenili) e si trattava di un settore ancora pre- industriale: venivano costruite poche navi alla volta e solo da chi aveva entrate certe.
L’avvento del fenomeno migratorio dall’Italia verso l’estero cambierà le cose. 
Nato dai primi accordi tra Italia e Brasile (dove nel 1870 era stata abolita la schiavitù) si invitavano nel nuovo mondo nuovi cittadini e forza lavoro principalmente per sostituire la mancanza di braccianti agricoli. 
I primi flussi migratori avvennero su brigantini a vela con traversate lunghe ed estenuanti.
Grazie all’enorme introito di denaro che il trasporto degli emigranti portava, la marina mercantile iniziò a crescere anche se in Liguria si continuano a costruire principalmente ancora navi a vela.

Ma anche grazie agli scafi in acciao e non più in legno si cominciarono a costruire navi dalla stazza media più grande. In Liguria in particolar modo, si distinsero i cantieri navali di Varazze e di Sestri Ponente, dove era famoso il cantiere dei fratelli Cadenaccio, nel quale si costruivano brigantini a palo di oltre 1.000 t.
Il punto debole della cantieristica ligure stava nelle poche competenze nella costruzione di navi a vapore, visto che era altrettanto indietro anche l’industria meccanica e siderurgica.

Quando la navigazione a vapore prese il sopravvento su quella a vela, perchè il trasporto delle persone aveva bisogno di tempi più veloci e grazie a cambiamenti tecnologici nei motori e nelle tecniche costruttive degli scafi, gli armatori liguri, in un primo momento si rivolsero all’estero per acquistare navi a vapore.

Navi di seconda mano all’estero

Gli armatori acquistavano navi di seconda mano da Germania e Inghilterra adibite principalmente al trasporto di merci o di carbone, riadattandole al trasporto di passeggeri.
Il trasporto di emigranti si compiva di norma attraverso servizi di linea sovvenzionati attraverso contributo dello stato dato in base a convenzioni. Dal 1901 al 1913 su una popolazione di 30 milioni di persone, furono 8 milioni gli italiani che abbandonarono la patria in cerca di lavoro oltre oggi.
E gli armatori si adeguarono al trend europeo dedicandosi a costruire o riadattare navi più sicure, attrezzare i porti. E’ il periodo in cui nacquero anche le prime leggi che regolamentavano la sicurezza in mare dei lavoratori e dei passeggeri.
Nacquero e si svilupparono di conseguenza le imprese meccaniche: Ansaldo, Westermann di Sestri Ponente, la Wilson e Maclaren di Sampierdarena, il cantiere di Enrico Cravero alla Foce, già di proprietà della Marina militare, il Cantiere navale del Muggiano di La Spezia, fondato nel 1883 e acquisito nel 1906 dai Cantieri Navali Riuniti di Genova e il cantiere di Riva Trigoso, fondato nel 1897 da Erasmo Piaggio.
Tutto questo fu possibile grazie alle enormi sovvenzioni dello stato che con commesse, esenzioni fiscali, sovvenzioni e premi agli armatori aiutò moltissimo il settore in crescita.

L’affermarsi della marineria a vapore trainò la crescita delle prime moderne esperienze della siderurgia italiana cui i grandi costruttori navali, come gli Odero, che rilevarono anche i cantieri Cravero presso Genova Foce, e gli Orlando, ben presto si interessarono, acquisendo per esempio il controllo della Terni, e dando origine a complessi intrecci finanziari e industriali che legarono l’attività cantieristica alla grande industria siderurgica e alle grandi banche commerciali.

Vediamo nella prossima puntata l’evoluzione della cantieristica navale in Liguria e in Italia tra le due guerre!