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data: 1 giugno 2017
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Prosegue il percorso nell’orrore che viene dal mare. Dalla Mostra Mare Monstrum

Bestiari mostruosi

Le profondità degli oceani rappresentano il luogo dell’ignoto e dello sconosciuto, forse l’ultima vera frontiera della nostra civiltà globale. Sono il luogo dove abitano serpenti marini, calamari giganti, le sirene, il kraken. Gli abissi del mare sono il luogo che ospita più creature e creazioni del mito e della superstizione di qualunque altro luogo immaginario e soprannaturale.

Mostri biblici e mitologici ai paurosi bestiari medievali, la Grande Balena Bianca letteraria di Melville  e lo squalo cinematografico di Spielberg: tutte le culture hanno prodotto e riprodotto bestiari marittimi che raccontano e descrivono ansie e paure dell’ignoto.

La parola “mostro” deriva dal latino monstrum, che significa “ciò che appare” o che si mostra (si pensi anche al verbo “di-mostrare”). Ma “mostro” si lega anche al verbo latino monere, che significa “ammonire”, “avvertire”, e che ha che fare con l’idea di un presagio o di un portento.

Le immagini e le rappresentazioni dei mostri marini hanno sempre avuto un ruolo fondamentale nelle nozioni di caos e ordine dei principali sistemi religiosi. Le creature marine popolano le narrazioni della Bibbia (ad esempio il Leviatano) e le mitologie di ogni cultura e civiltà (si pensi solo ai viaggi di Ulisse nell’Odissea).

Sirene

Il “richiamo del mare”, ovvero quel misto di paura e fascinazione, viene rappresentato in maniera efficace dal mito del mostro marino femminile. Una delle immagini più diffuse del terribile richiamo del mare è quella della Sirena, il cui canto costituisce una pericolosa minaccia per i naviganti, come troviamo nell’Odissea ma non ne abbiamo una descrizione fisica.  Nel medioevo le Sirene  sono raffigurate come donne con la parte inferiore del corpo a forma di pesce.  “Le sirene sono fanciulle marine che ingannano i naviganti con il loro bellissimo aspetto ed allettandoli col canto; e dal capo e fino all’ombelico hanno il corpo di vergine [..] ma hanno squamose code di pesce che celano sempre nei gorghi.  Liber Monstrorum, I,VI”

La sirena, nella sua immagine tradizionale, ha due volti: è infatti allo stesso tempo mostruosa creatura e splendida tentatrice. Nella fotografia vediamo una “mummia di sirena”.Credete che sia vera?

Scilla e Cariddi

I mostri marini mitologici sono creature gigantesche e feroci che popolano il mare incutendo timore ai marinai.  Possono avere forma di drago, serpente, o bestia dai molteplici arti, essere gelatinosi o squamati; spesso sfiatano getti d’acqua e sono rappresentati mentre attaccano, insidiano, distruggono. I mostri sono originati da reali avvistamenti di strane creature, o partoriti dalla fantasia per spiegare avvenimenti incomprensibili. Tra i mostri più famosi della mitologia classica vi sono Scilla e Cariddi, alle opposte rive dello stretto di Messina. Il loro mito nasce dai vortici di quel tratto di mare, causati in realtà dall’incontro di correnti.

Cariddi è un gigantesco mostro capace di formare un gorgo e inghiottire le navi con la sua immensa bocca. La ninfa Scilla è umana sino al bacino, ma al posto delle gambe ha sei feroci musi di cane. Di Scilla è innamorato Glauco, un dio marino metà uomo e metà pesce.

Kraken

Tra mostri marini simili a leoni, serpenti di mare e piovre gigantesche, il caso più emblematico è forse il Kraken, un mostro leggendario dalle dimensioni abnormi. Il suo mito ha origini antichissime e diventa popolare soprattutto fra il Settecento e l’Ottocento, forse anche sulla base dei resoconti di reali avvistamenti di calamari giganti. Viene generalmente rappresentato come una gigantesca piovra, con tentacoli abbastanza grandi e lunghi da avvolgere un’intera nave.

Leviathano

il Leviatano è un mostro marino della mitologia fenicia. Il Leviatano è citato nella Bibbia ebraica come un mostruoso serpente o coccodrillo, simbolo dei nemici di Dio, del caos e della potenza senza controllo. Giobbe lo descrive come animale estremamente forte, dotato di denti spaventosi e di una corazza, che vive nel profondo del mare.
“Fa ribollire come pentola il gorgo, fa del mare come un vaso di unguenti. Nessuno sulla terra è pari a lui, fatto per non aver paura. Lo teme ogni essere più altero; egli è il re su tutte le bestie più superbe. Giobbe, 41
Ecco il mare, […]. Là viaggiano le navi e là nuota il leviatano che hai creato perché vi si diverta. Salmo 104

Il ruolo del Leviathano di Thomas Hobbes è invece quello di una denuncia contro l’assolutismo monarchico.

Non dagli abissi, ma orrore che viene dal mare

Il mare diviene veicolo per gli orrori della schiavitù e delle migrazioni. I fantasmi della schiavitù sono quelli degli oltre 60 milioni di schiavi morti durante il Middle Passage, la traversata dell’Atlantico compiuta dalle navi negriere. Lo zombie – originario della Haiti coloniale – nasce come metafora dello schiavo. Ha un corpo senza coscienza e lavora nelle piantagioni di canna da zucchero. Originariamente lo zombie non è un mostro che si teme, ma una condizione che si teme di diventare: una non-persona come quelle a cui le nostre società riducono i migranti e i “nuovi schiavi” della globalizzazione

Le mappe e la cartografia

Nel Cinquecento  il mare è ancora un elemento sconosciuto, abitato da mostri marini, unicorni, sirene e draghi.

Le illustrazioni delle creature marine sono presenti anche in tutte le carte geografiche del Seicento. Una prima raccolta sistematica sulla visione del mondo è il Theatrum orbis terrarum (1570) di Abraham Ortelio.
L’opera viene letta da Mercatore (1512-1594) diventa un motivo di confronto delle nuove idee sul mondo per annotare le conoscenze reali e immaginarie.  Il mare rappresentato negli atlanti è incognito dove abitano animali spaventosi e si formano gorghi che inghiottiscono navi ed equipaggi.