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data: 12 dicembre 2017
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Sino al Medioevo le navi si distinguevano in navi tonde e navi lunghe.
Lo vediamo anche nella bellissima veduta del Porto di Genova di Cristoforo Grassi nel 1481, dove in porto vediamo Caracche e Galee.

Le prime erano d’alto bordo, panciute e a vela; le seconde erano basse di bordo, affusolate e a remi. A causa del maggior pescaggio le navi tonde attraccavano a ridosso del molo, dove la profondità era maggiore.

Le operazioni di sbarco delle merci avvenivano con navi più piccole dette semplicemente “barche”.

Le navi lunghe si riconducevano tutte al tipo galea. Nave a propulsione mista – remi e vele – dal basso pescaggio, si adattava benissimo alla navigazione in Mediterraneo, mare chiuso con venti incostanti e frequenti bassi fondali.
La galea poteva variare nelle dimensioni e numero di rematori, nave militare o mercantile – galea sottile o galea grossa veni-vano chiamate – ma rimaneva la regina delle rotte mediterranee. Certo, la portata di una galea non era paragonabile a quella di una nave: considerato che la sua stiva era alta a malapena 2 metri e che doveva imbarcare cibo per un’equipaggio che si aggirava in media sulle 200 persone, lo spazio per il carico non era molto. Perciò – se come nave da guerra fu utilizzata sino al ‘700 – come nave mercantile fu redditizia finchè i traffici consistettero in merci dall’alto valore unitario: spezie, seta, pietre e metalli preziosi. Con queste barche i genovesi gestivano rotte dal Mar Nero alle Fiandre e all’Inghilterra (approfondisci qui l’argomento delle Colonie di Genova e delle sue rotte commerciali) . La Repubblica gestì galee pubbliche con funzioni di guardia costiera fino ai primi dell’800.

La Caracca

Alla fine del XIV secolo, con le difficoltà sulla via della seta, si apre la crisi del ruolo economico delle galee; Genova si specializza nel trasporto di merci pesanti e di scarso valore (grano, vino, allume, sale) su grandi caracche: si tratta delle navi più grandi dell’epoca (ol-tre 1000 t di portata), che venivano costruite sul litorale di Ponente, da Sampierdarena a Savona.

Ma come nacque la Caracca?

Aspetta la prossima puntata del diario di bordo…..