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A quando risale il primo sommergibile?

Il primo sottomarino del mondo fu costruito nel 1775 dall’americano David Bushnell che lo battezzò Turtle, Tartaruga, per via della forma a guscio. Azionato da due eliche manovrate a mano, fu impiegato nella guerra d’indipendenza americana nel 1776 per attaccare, senza successo, le navi inglesi. Un sottomarino più perfezionato fu invece il Nautilus, inventato dall’americano Robert Fulton. Lungo 6 metri e largo 1,80, il Nautilus ospitava al suo interno fino a otto uomini, poteva navigare in superficie e immergersi sott’acqua per otto ore, grazie a un serbatoio di aria compressa che secondo Fulton avrebbe permesso di raggiungere circa 7 metri di profondità. A bordo il Nautilus era dotato di una bussola e di un barometro.

Come funziona un sottomarino?

Il “Nazario Sauro” è un sottomarino a propulsione diesel elettrica.

Questo significa che, a bordo, ci sono due fonti di energia che alimentano il propulsore: i motori diesel e i motori elettrici. I primi, posti nel primo locale di visita, funzionano ad aria e quindi solo con la navigazione in superficie a sottomarino emerso, oppure a quota “snorkel” a sottomarino immerso ma collegato alla superficie attraverso un condotto d’aria. I motori elettrici (M.E.P ) funzionano a batterie ed essendo più silenziosi sono adatti alla navigazione in immersione. A bordo del Nazario Sauro sono collocate centinaia di batterie che funzionano come un grande accumulatore di energia.

Quindi va a pile?

Ebbene, SI! Più precisamente sono 296 le batterie a bordo del Nazario Sauro. Ovviamente parliamo di pile ricaricabili speciali della dimensione di oltre un metro e del peso di 800 kg e caratterizzate da capacità elevatissime di carica (nell’ordine delle decine di migliaia di Ah).

Come ricarica le batterie?

Il motore diesel del sottomarino per ricaricare le batterie elettriche

Il sommergibile, prima di partire per una missione, ricarica le sue batterie allo stesso modo di una vettura elettrica. Quindi, nella navigazione in superficie, i motori diesel, funzionando da motogeneratori, continueranno a tenere sottocarica le batterie e, contemporaneamente a mandare energia al M.E.P (motore elettrico di propulsione che permette la navigazione “discreta” del sommergibile). Nel momento in cui il sottomarino lascia la superficie, i tecnici di macchina, fermano i diesel e i motori elettrici attingono energia dalle sole batterie.

Da dove arriva l’aria necessaria alla vita durante l’immersione?

All’interno del locale macchinari si trovano i compressori che esercitano un ruolo molto importante nel battello, in quanto ricaricano le grandi bombole di aria compressa che sono posizionate in diversi punti del sommergibile.

L’aria che si respira nel battello, è rilasciata proprio da alcune di queste bombole, mentre filtri e altre apparecchiature intercettano i gas che renderebbero l’aria irrespirabile.

 

Come fa a riemergere un sommergibile?

L’aria compressa necessaria a respirare a bordo serve anche a “svuotare” le casse di zavorra e assetto e perciò, a far riemergere il battello. Senza l’aria compressa il battello non si alleggerirebbe e non potrebbe tornare in superficie.

 

Cos’è la pressione idrostatica?

Non tutti sanno che a causa della pressione dell’acqua, lo scafo del sommergibile, man mano che si immerge è sottoposto a una forza che lo comprime. La compressione è tanto forte da comportare una variazione in centimetri sul diametro dello scafo: in pratica il sottomarino perde un centimetro ogni cento metri di profondità. Le sospensioni elettrice posizionate sotto i motori diesel servono a neutralizzare le conseguenze della pressione e ad ammortizzare il rumore dato dai motori all’interno dello scafo.

Come si guida il sommergibile?

La guida del sommergibile, come si vede nella timoneria, è solo strumentale. Non si ha modo di vedere “fuori” dal battello, in compenso al timoniere arrivano tutte le informazioni necessarie: un manometro indica la profondità raggiunta dalla chiglia del battello., mentre un solcometro analogico indica la velocità del battello. Gli indicatori, invece, mostrano l’inclinazione dei timoni. I timoni a bordo del Sauro sono divisi in tre coppie: una verticale, a poppa, e due coppie orizzontali, poste rispettivamente sulla “vela” e a poppa. Come un aereo il sommergibile si muove lungo tre dimensioni e per questo è dotato di un timoni del tutto similare alla cloche di un aereo.

I sottomarini hanno l’ancora?

SI, sui vecchi sommergibili, che si muovevano prevalentemente in superficie, l’àncora era solitamente distinguibile su un fianco a prua; sui moderni sottomarini, che invece navigano quasi sempre in immersione, essa è contenuta all’interno di un vano posto nella parte inferiore dello scafo, da dove all’occorrenza viene calata in acqua attraverso un portellone che si trova al si sotto della linea di galleggiamento. L’impiego dell’àncora sui sottomarini anche se raro, è comunque quello standard: agganciare il battello al fondo, allo scopo di mantenerne fissa la posizione e contrastare il moto di deriva.