please wait ..

Visualizza tutti gli articoli: Blog

Cos’è il periscopio e a cosa serve?

Il periscopio, utilizzato per la prima volta nel 1902, permette di vedere la superficie restando immersi.
Ne esistono due tipi: periscopio d’esplorazione e d’attacco. Un tempo i periscopi erano essenziali per poter guidare un attacco: oggi, con il miglioramento delle tecniche antisommergibili, essere a quota “periscopica” rappresenta un grande pericolo, perciò si tende a farne a meno e restare “discreti”, cioè con navigazione a quota profonda il più possibile, visto che con i moderni sensori è possibile ricostruire la situazione in superficie con buona attendibilità.
Il periscopio è ancora molto importante: molte volte, in missione, per settimane sotto la superficie del mare, è l’unico modo per vedere la luce del sole.

Snorkel

Che cos’è lo “snorkel”?, Con questo strano tubo inventato negli anni 30 i sommergibili, pur restando immersi, possono rifornirsi d’aria e tenendo in moto i motori diesel, ricaricare le batterie prima di tornare a “quota profonda”.La parte più particolare dello “snorkel” è la sua testa: non si tratta infatti di un semplice tubo, ma di una struttura meccanica complessa che si muove in continuazione per rimanere a pelo d’acqua, seguendo il profilo delle onde, facendo passare soltanto l’aria.

Come comunica un sottomarino con l’esterno?

Attraverso la Stazione Radio Telegrafica. In essa operano i “marconisti” e hanno un ruolo essenziale, ricevere e intercettare i messaggi in tutte le bande di frequenza. Attraverso la Stazione arrivano gli ordini al sommergibile e ogni messaggio può essere estremamente importante: per questo motivo solo alcuni ufficiali e gli addetti possono entrare, come ricorda la targa sulla porta.

A cosa serve il sonar?

Grazie al sonar si è in grado di capire se l’oggetto ascoltato nel locale dedicato a bordo del sommergibile, è una nave, un peschereccio, o un altro sottomarino, in quanto ogni mezzo, in mare, è contraddistinto da una sua “traccia sonora”.

Cosa si vede sotto?

.. niente ! Con maggiore precisione, si può dire che i sommergibili militari, quando navigano in immersione, non vedono assolutamente nulla . La ragione essenzialmente è che oltre una certa quota (circa 60 m) i raggi del sole non riescono a penetrare l’acqua ; e senza la luce non siamo in grado di vedere nulla. Fonti di luce artificiale, anche molto potenti, hanno portate molto limitate (pochi metri). Queste possono essere utili e sufficienti per batiscafi da ricerca e recupero ma assolutamente inutili per un battello militare.

Come sono fatti i siluri?

Lunghi circa 5 metri, dotati di una carica esplosiva di 250 kg di tritolo ad alto potenziale (per cui un sommergibile operativo va in giro con tre tonnellate di esplosivo) i siluri MK 10, sono i discendenti delle prime macchine ideate a Pola, per la marina austriaca nel 1866 dall’ingegnere scozzese Whitehead. Rispetto agli ordigni di 150 anni fa, le forme esterne non sono molto cambiate: è cambiata l’affidabilità. Oggi gli organi direzionali sono in grado di condurre il siluro per oltre 20 miglia, inseguendo il suo bersaglio e rimanendo occulto il più possibile, cambiando profondità e direzione. Nella Camera di Lancio a bordo del “Sauro”, in situazione di operatività, vi erano 12 siluri: sei piazzati direttamente nei tubi, altri sei di scorta, collocati su queste strutture chiamate “selle”.

Come venivano lanciati i siluri?

Nella Camera di Manovra è presente una consolle molto importante: definita FCS, o Fire Control System, in grado di dirigere il siluro sui bersagli Il pannello è in grado di controllare il lancio e la traiettoria di due differenti siluri, compresa la velocità e la profondità degli stessi. I siluri della seconda guerra mondiale una volta lanciati, proseguivano per rotta e profondità assegnate, i siluri del dopoguerra sono “filoguidati”, hanno cioè una bobina di filo elettrico sottilissimo (che raggiunge le 20 miglia di lunghezza) e con la quale è possibile dirigere l’ordigno fino all’impatto, vanificando le manovre evasive del bersaglio. Solo se il filo si spezza, o viene tagliato per decisione del comandante, il siluro passa nella modalità auto cercante.

Cos’è la Vela?

Dalla Camera di Manovra si accede alla torretta, struttura che fuoriesce da esso e ha lo scopo di servire come camera stagna. Attraverso questa struttura, che può essere allagata, infatti escono i sommozzatori per le loro missioni, oppure, in caso di sinistro, l’equipaggio cerca di evacuare, uno per volta. La “torretta” è parte di una struttura più grande, chiamata “vela” o “falsa torre” che è quella trapezoidale che sormonta lo scafo e che ingloba altre strutture essenziali per il sommergibile, come lo snorkel, i periscopi e le antenne di radiocomunicazione. Quando il sottomarino emerge, il comando si sposta sulla “plancia”, in cima alla “vela”.

Missione segreta

Nella cabina del Comandante sono custodite in due cassaforti sotto forma di buste sigillate le istruzioni del battello, che sono segrete per tutti, anche per il comandante e devono essere aperte solo in navigazione e in particolari circostanze. Oltre agli ordini, sono conservati i “cifrari”, cioè le istruzioni che servono a mettere in chiaro le comunicazioni radio in codice. Come si segnalano le emergenze? Sembra strano ma anche il sommergibile lancia “fumogeni” utilizzati in diversi casi d’emergenza: quando il sottomarino è in fase di emersione rapida (che viene chiamata “delfinata”), al fine di avvertire le navi e le imbarcazioni presenti che il battello sta per affiorare e occorre tenersi lontani e con fumogeni di diverso colore per segnalare la presenza di un sinistro a bordo e dell’impossibilità di riemergere con i propri mezzi, insomma per tutte le esigenze di soccorso necessarie.