please wait ..

data: 21 marzo 2017
Visualizza tutti gli articoli: Focus

Dal 2010 il Nazario Sauro è la nostra nave museo

“S-518 Nazario Sauro – Un sommergibile per la Darsena di Genova”.  E’ il programma per il quale il “Nazario Sauro”, capostipite dei sommergibili italiani degli anni ’80 progettati, costruiti e tenuti in esercizio da Fincantieri S.p.a., è stato restaurato e reso agibile ai visitatori.
Il tutto attraverso un complesso intervento che ha adeguato a standard e norme di sicurezza e accessibilità dettate dal RINA.
Altri sommergibili, in Italia e in Europa, sono stati resi visitabili, ma quasi tutti sono all’interno di bacini di carenaggio o comunque all’asciutto, come nel caso del “Toti”, collocato in uno dei piazzali del Museo della Scienza di Milano.
“La vera particolarità del progetto “S-518 Nazario Sauro” è che il sommergibile è reso visitabile, ma rimane in acqua e questo ha comportato un lavoro ingegneristico di altissimo profilo
“In sostanza, per visitare il sommergibile si scende sottacqua, come è giusto che sia”.

Come andò la musealizzazione del sottomarino?

In disarmo dal 1° maggio del 2002, e radiato dal naviglio militare il 30 settembre 2005, il 18 settembre del 2009 il sauro ha lasciato l’arsenale di La Spezia per raggiungere la nostra Darsena.

Fincantieri descrive i lavori:
“ Si è trattato di un intervento chirurgico che ha permesso l’inserimento di due scale d’accesso nel corpo del battello, una scala di entrata e una di uscita.  Gli accessi dei sommergibilisti avvenivano attraverso scalette che non possono essere percorse dal pubblico. E’ stato un lavoro complesso  abbiamo studiato nuovi assetti per il battello per rimanere nelle condizioni di galleggiabilità normali”.

Illuminazione

Per riprodurre un’atmosfera la più vicina possibile a quella che si ha a bordo nelle reali condizioni operative, sono stati puliti e riparati tutti gli arredi secondo la configurazione originaria: nei quadri di comando e controllo sono stati installati led illuminati come se le relative apparecchiature fossero effettivamente in funzione.
Sempre con lo stesso obbiettivo, è stato installato un sistema di riproduzione dei suoni e rumori caratteristici di un sommergibile (apparati idrofonici, sonar, allarmi, ecc.). Utilizzando le plafoniere originali, è stato realizzato un impianto di illuminazione in grado di commutare la luce bianca in luce rosso bruna per simulare il passaggio giorno/notte a bordo.

Sicurezza

Per garantire la sicurezza dei futuri visitatori sono state smontate o protette tutte le parti sporgenti e sono state interdette alcune zone difficilmente accessibili. Tutti i locali del battello sono stati sottoposti a una speciale pulitura con acqua dolce in pressione per eliminare la diffusa presenza di incrostazioni saline e, ove necessario, è stata effettuata la pitturazione con colorazione originaria.

Periscopi

A bordo è presente il solo periscopio di scoperta fissato in posizione tale da consentire al pubblico di poter vedere all’esterno del battello attraverso di esso. Il periscopio di attacco è stato collocato all’interno del pre-show allestito presso il Museo: al suo posto è stato sistemato un tubo in acciaio inox che ne simula la presenza e che è utilizzato anche per l’estrazione dell’aria dal battello.

Accesso

Per garantire l’accesso e l’uscita dei visitatori, è stato necessario effettuare due aperture sullo scafo (una a prora e una a poppa della vela) di dimensioni tali da consentire la possibilità di sistemare due rampe di scale. L’apertura di prora si trova in corrispondenza del portello imbarco siluri e consente di accedere alla camera lancio mentre quella di poppa è stata realizzata a cavallo dei locali quadri e del motore elettrico di propulsione.

Nel marzo 2008 ha inizio la musealizzazione del Nazario Sauro, sotto la supervisione del direttore del Mu.MA Pierangelo Campodonico, curatore dell’intero progetto durato 18 mesi. L’obiettivo era quello di non volerne snaturare l’essenza. Nelle fotografie  Il Sauro prima e durante le fasi di restauro. Di spalle Renato Botturi, un caro amico che seguì il percorso di restauro e musealizzazione e che ora non c’è più.

Ecco un video che racconta il percorso di restauro.