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Abbiamo visto, in molte puntate del nostro diario di bordo i criteri di selezione a Ellis Island (l’articolo a questo link 

Esattamente come oggi, che le strutture di accoglienza realizzano materiali informativi e vademecum per chi arriva in Italia da altri paesi, così a fine ‘800, inizio ‘900, il ministero incaricato aveva realizzato diverse guide, per gli emigranti, per spiegare loro come muoversi, non appena arrivati con il vapore a vedere la Statua della Libertà.

Eccone un estratto  realizzato dall’ Ufficio per la mediazione del lavoro della Camera di Commercio e d’industria in Rovereto.

Guida dell’Emigrante

Lo sbarco nel porto di New York

Quando il vapore si ferma presso le banchine del porto, possono sbarcare subito soltanto i viaggiatori di I e Il classe ed i sudditi americani di III classe. Gli altri passeggeri di terza classe vengono trasportati con appositi vaporetti nell’isola di Ellis Island, dove vengono di nuovo visitati dai medici americani, per constatare lo stato della loro salute, ed interrogati dagli ispettori d’immigrazione, per vedere che non siano in contravvenzione con la legge americana sull’immigrazione.

L’emigrante deve assoggettarsi in Ellis lsland alla visita di due medici: il primo esamina l’aspetto generale dell’emigrante, il secondo esamina specialmente gli occhi e la pelle dell’emigrante, per impedire che entrino negli Stati Uniti persone affette da tracoma e da malattie cutanee contagiose.  Se l’emigrante non viene trovato sano, è senz’altro respinto al porto di partenza.
Contro le dichiarazioni del medico non si può ricorrere. Se l’emigrante viene dichiarato sano, deve presentarsi alla commissione d’immigrazione, dove vengono dai commissari americani rivolte delle domande agli emigranti per constatare se essi sono in regola con le leggi americane che regolano l’immigrazione.
Le domande si aggirano di solito sui motivi per i quali l’emigrante si è recato in America, se vi ha parenti e dove essi eventualmente dimorano; inoltre si domanda quanto denaro ha in tasca, che lavoro abbia esercitato prima di venire in America, in che cosa pensi di occuparsi negli Stati Uniti; altre domande riflettono l’età dell’emigrante, lo stato civile, la fedina criminale e sopratutto se l’emigrante ha già qualche contratto di lavoro. Se l’emigrante fosse in contraddizione con le leggi americane, gli può venir impedito lo sbarco.

In ogni caso si ricordi l’emigrante di rispondere con franchezza e con verità alle domande degli impiegati americani tanto più che le sue risposte devono combinare con quelle date alle autorità di bordo e registrate nelle liste dei passeggeri, che dal capitano del piroscafo devono venir consegnate alle autorità americane.

Per le strade di New York

Quelli emigranti che sono trovati in regola con le leggi americane, vengono senz’altro ammessi, cioè si permette loro di sbarcare, appena sia stato registrato il loro nome. Con appositi vaporetti vengono condotti alla Battery e lasciati completamente liberi. È quindi necessario che l’emigrante stia attento a non lasciarsi imbrogliare da una quantità di farabutti matricolati che con mille pretesti cercano di adescare e tirar nelle loro panie i poveri emigranti inesperti per poi abbandonarli dopo averli per bene truffati: diffidare quindi di quanti offrono i loro servigi o come guide o come avvocati o come banchieri od agenti.
Se qualcuno ha bisogno sia di svincolare il proprio bagaglio, o di cambiar moneta o di procurarsi un biglietto ferroviario per proseguire il viaggio per l’interno o di qualche indirizzo per fermarsi qualche tempo a New York e non ha nessun conoscente a cui rivolgersi, si rivolga alla Società di San Raffaele, che ha i suoi missionari in Ellis Island, che avrà dagli stessi tutte le informazioni necessarie.
Siccome in America si pretende sempre che si paghi in moneta americana sarà ben fatto cambiare il proprio denaro in dollari ancor prima dell’imbarco, così si possono fare i propri affari con maggior comodità, minore perdita sull’aggio e nel tempo. Potrebbe succedere specialmente alle donne, ai minorenni od ai vecchi che vanno a raggiungere i loro mariti o le loro famiglie, che, benché siano trovati in piena regola con le leggi americane, pure siano trattenuti in EIlis Island, finché qualche membro della famiglia non venga personalmente a prenderli o non mandi insieme col suo indirizzo preciso anche la somma necessaria per proseguire il viaggio. Appena però ciò succede viene subito loro permesso lo sbarco.

 

Guida dell’emigrante trentino negli Stati Uniti, Rovereto, Tipografia Grigoletti, 1909, pp. 106-109.