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data: 13 marzo 2017
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Il Trattato di Tordesillas al Museo del Mare

Al museo vi è un’ampia sezione dedicata a Cristoforo Colombo.  Nel percorso cerchiamo di approfondire la sua storia, le sue origini, il suo mestiere e qual’era il suo “sentire”. Successivamente il racconto verte sulle quattro spedizioni. Ci concenttriamo sui metodi di navigazione e gli strumenti nautici utilizzati.

L’evento delle spedizioni di Colombo, è visto dal mondo europeo e occidentale come un fatto talmente epocale, che ha cambiato la storia e l’assetto politico ed economico del mondo. Riconosciamo infatti nella data dell’apprododel primo viaggio, la data emblematica che indica il cambiamento dall’età medievale a quella moderna.

Ragioni economiche

Colombo dapprima parte con la convinzione di “buscar el levante por el ponente” (cioè raggiungere le terre dell’Asia a Est andando sempre avanti in direzione Ovest). Possiamo ragionare pensando che questa spedizione non partì tanto per spirito di avventura e scoperta di nuovi mondi, quanto piuttosto per cercare di diminuire i costi della navigazione diretta verso l’Asia. Il mondo arabo infatti con dazi e sbarramenti, rendeva praticamente impossibile l’arrivo delle spezie direttamente dall’oriente. Si cercava quindi un modo per poter “aggirare” il problema. Il Portogallo a questo scopo aveva dedicato risorse economiche, scientifiche e tecniche. Sotto il regno di Enrico il Navigatore partono moltissimi navigatori. (ed è proprio in Portogallo che Colombo apprende buona parte del suo sapere di marinaio proiettato verso l’ignoto).

La spartizione delle nuove terre con il trattato di Tordesillas

Teniamo ora da parte le spedizioni di Colombo, il come e i dettagli della navigazione, ma spostiamo l’attenzione su quanto successe una volta tornato. La scoperta della nuova terra, portò la necessità di prendere degli accordi politici proprio in virtù del Portogallo e della sua enorme influenza sul mare, Mediterraneo e non.

La Spagna, aveva sì finanziato le spedizioni di Colombo, ma non avrebbe potuto mantenere, solo in virtù di questo, l’esclusiva sulle terre appena scoperte. A questo punto si opera una vera e propria spartizione con il Trattato di Tordesillas nel 1494.

Tutto ciò che si trovava ad ovest della linea sarebbe stato della Spagna, tutto ciò che si trovava a Est di questa linea, sarebbe stato del Portogallo. Il problema è che non si sapeva ancora che cosa c’era, perché quando viene stipulato il trattato le terre scoperte da Colombo erano praticamente solo le Bahamas.

Il Planisfero di Juan de La Cosa

Al museo del Mare esponiamo in vetrina una copia del Planisfero nautico del 1500 redatto da Juan de La Cosa. La prima carta nautica che mostra le terre scoperte da Colombo, fu disegnata da uno dei suoi compagni di viaggio, il cartografo Juan de La Cosa. Le due linee orizzontali rappresentano l’equatore ed il tropico del capricorno, mentre quella verticale in colore blu, è la Raya per divenire la zona di influenza portoghese da quella spagnola. Un’altra carta di estrema importanza è il Planisfero del Cantino, conservata presso la biblioteca Estense di Modena.

Le informazioni sul Planisfero

Molti sono i motivi di interesse della carta di Juan de la Cosa sul contenente americano: non solo sono riportate le informazione ottenute nei tre viaggi colombiani del 1492, 1493 e 1498 ma anche quelle di Ojeda, Vicente Yanez Pinzon e Giovanni e sebastiano Caboto.

Juan de la cosa era il proprietario della Santa Maria e anche suo capitano, seguì Colombo anche nel secondo viaggio. Nel 1499 torna in viaggio con Alonso de Ojeda lungo le coste dell’America del sud al ritorno del quale redige questa carta nautica.