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Vi è un periodo in cui la vita sul mare, da sempre considerata come attività lavorativa – cioè pesca, commercio, esplorazioni geografiche o spedizioni militari quindi densa pericoli e disagi – diviene per alcuni un attività piacevole e di svago. Siamo alla fine del ‘700 in Inghilterra  dove grazie alla diffusione di barche da lavoro di foggia particolare, nasce lo yachting, un vero e proprio sport che si diffonde tra i gentlemen, solitamente armatori e comandanti.

Al Galata Museo del Mare, tra tappezzerie e tendaggi di pregio, poltroncine tipiche anglosassoni in pelle Chesterfield, si possono ammirare al secondo piano, i dipinti della Galleria Beppe Croce che raccontano la storia della nautica da diporto e la storia degli Yacht Portraits.

Yacht Portraits” è una raccolta di ritratti di barche a vela da diporto, genere pittorico che ancora oggi annovera molti appassionati. Quadri a olio, acquarelli e litografie d’epoca che raffigurano l’evoluzione degli yachts, ossia delle barche da diporto. Le opere esposte, per lo più realizzate dai grandi maestri britannici del dipinto di marina, come Nicholas Condy o Thomas Dutton appartengono a una tipologia pressoché introvabile in italia e sono il frutto di una moda che nel corso dell’ottocento, spinse armatori e capitani di velieri a commissionare a pittori professionisti ritratti delle proprie imbarcazioni.

 

I generici dipinti di marina lasciarono il passo agli yachts portraits, che ritraggono barche ben precise, identificabili nelle forme, nelle velature e nei colori. Figura indimenticabile della marineria italiana, sportivo prima e dirigente dello Yatch Club Italiano poi, Beppe Croce, a cui la Galleria è intitolata, scoprì e apprezzò questo tipo di quadri negli anni della sua maturità, diventando in breve tempo un collezionista di livello internazionale. acquistò opere fino ad abbracciare oltre un secolo di vita della vela, allora nascente nella sua accezione sportiva.

Navigare per piacere

La vita sui mari, considerata essenzialmente un’attività lavorativa, aveva significato fatica, pericoli e vita precaria. Con l’avvento dei nuovi tipi di imbarcazioni ci si rese conto che poteva anche diventare un piacere.

E lo yachting si trasformò in uno sport popolare proprio grazie alla diffusione di barche da lavoro di foggia particolare con prestazioni mai viste in precedenza. Già alla fine del Settecento, i gentlemen inglesi amavano veleggiare per divertimento negli estuari e lungo le coste della Manica. Nacque così la figura dello yachtman, spesso era armatore e comandante insieme. Un rapporto molto stretto lo legava alla sua imbarcazione e fu in questo contesto che nacquero gli yacht portraits -ritratti di yacht-, testimonianza delle linee fluide e filanti della propria barca, ma anche impressione degli smisurati alberi e vele; ricordo di situazioni particolari, come una regata, una burrasca, un viaggio affascinante.

Gli artisti sono per lo più inglesi, grandi maestri del dipinto di marina, come Nicholas Condy, morto giovanissimo nel 1851, o Thomas Dutton , tra i più abili litografi di marina della sua generazione ma autore di pochi quadri ad olio. Uno di questi rari esemplari è esposto nella sala e raffigura la regata del 1852 tra il Titania dell’inglesissimo Royal Yacht Squadron e la celeberrima goletta statunitense America. Tra gli autori più rappresentati Arthur Fowles, che passò non a caso tutta la vita a Ryde, nell’isola di Wight, la mecca per gli yachtsmen di tutto il mondo.