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All’interno di “Quando le pareti divennero pavimenti” venti opere che raffigurano uno dei più grandi naufragi Italiani e rappresentano l’ultimo naufragio di un artista irrequieto e alla disperata ricerca di un senso della vita. Il naufragio come metafora, l’immagine figurativa che affonda nel colore, dentro le visioni metafisiche della mente.

“Volevo dare colore a qualcosa che non aveva più colore. Il mio leit motiv è dal negativo trarre il positivo – spiega Steve Barney – ho voluto con tutte le mie forze presentare questo progetto a Genova dove questa nave è stata portata e smontata pezzo dopo pezzo. Per me Genova è una fine ma anche un punto di partenza per trovare una sintesi tra figurativo e astratto, tra il dolore e la speranza”.

Curatori della mostra sono i giornalisti e scrittori Nanni Delbecchi e Vito Oliva. Entrambi hanno iniziato al “Giornale” diretto da Indro Montanelli, in seguito le loro strade si sono divise. Delbecchi è approdato a  “Il Fatto Quotidiano”, di cui è critico televisivo, mentre  Oliva è passato  al TG5, diventandone Vice direttore.

Stefano Bergamaschi, in arte, nasce a Salsomaggiore Terme nel 1963.

Il suo percorso come artista inizia negli anni 80, quando comincia a scattare foto con una Praktica semiautomatica. Molti di questi scatti saranno alla base ed ispirazione per i suoi primi lavori su tela.

I primi anni 2000 sono segnati da un avvicinamento al colore, da un abbandono dell’immagine pura per arrivare a una contaminazione tra fotografia e pittura, tra realtà e visione.

Centrale per la formazione dell’artista, sino a questo punto autodidatta, risultano gli incontri con Riccardo Zipoli, fotografo, che quest’anno ha vinto il premio Hemingway 2019 per la fotografia e con Luigi Ariggi, pittore parmense allievo di Mario Schifano  , che lo portano a migliorare le due tecniche che diverranno tratto fondamentale della sua produzione artistica, e spingendolo  ad andare  alla Fondazione  Mirò  a Barcellona a studiare.

Negli anni a seguire, incontra Vittorio Sgarbi e partecipa  nel 2010  al Concorso nazionale Premio Arciere.  E viene inserito come pittore emergente al Festival dei due Mondi a Spoleto, nel 2011 espone alla Biennale di Venezia , e all’estero  a New York nel 2005, con la Galleria Palma Arte a Ginevra nel 2007 e a  Parigi nel 2009 , con Art&co   espone  a Hong  Kong nel 2013 .

 

La mostra è compresa nella visita del Museo in orari museali: dal martedì al venerdì dalle 10 alle 18, sabato, domenica e festivi fino alle 19.30. Per informazioni ww.galatamuseodelmare.it

All’interno di “Quando le pareti divennero pavimenti” venti opere che raffigurano uno dei più grandi naufragi Italiani e rappresentano l’ultimo naufragio di un artista irrequieto e alla disperata ricerca di un senso della vita. Il naufragio come metafora, l’immagine figurativa che affonda nel colore, dentro le visioni metafisiche della mente.

“Volevo dare colore a qualcosa che non aveva più colore. Il mio leit motiv è dal negativo trarre il positivo – spiega Steve Barney – ho voluto con tutte le mie forze presentare questo progetto a Genova dove questa nave è stata portata e smontata pezzo dopo pezzo. Per me Genova è una fine ma anche un punto di partenza per trovare una sintesi tra figurativo e astratto, tra il dolore e la speranza”.

Curatori della mostra sono i giornalisti e scrittori Nanni Delbecchi e Vito Oliva. Entrambi hanno iniziato al “Giornale” diretto da Indro Montanelli, in seguito le loro strade si sono divise. Delbecchi è approdato a  “Il Fatto Quotidiano”, di cui è critico televisivo, mentre  Oliva è passato  al TG5, diventandone Vice direttore.

Stefano Bergamaschi, in arte, nasce a Salsomaggiore Terme nel 1963.

Il suo percorso come artista inizia negli anni 80, quando comincia a scattare foto con una Praktica semiautomatica. Molti di questi scatti saranno alla base ed ispirazione per i suoi primi lavori su tela.

I primi anni 2000 sono segnati da un avvicinamento al colore, da un abbandono dell’immagine pura per arrivare a una contaminazione tra fotografia e pittura, tra realtà e visione.

Centrale per la formazione dell’artista, sino a questo punto autodidatta, risultano gli incontri con Riccardo Zipoli, fotografo, che quest’anno ha vinto il premio Hemingway 2019 per la fotografia e con Luigi Ariggi, pittore parmense allievo di Mario Schifano  , che lo portano a migliorare le due tecniche che diverranno tratto fondamentale della sua produzione artistica, e spingendolo  ad andare  alla Fondazione  Mirò  a Barcellona a studiare.

Negli anni a seguire, incontra Vittorio Sgarbi e partecipa  nel 2010  al Concorso nazionale Premio Arciere.  E viene inserito come pittore emergente al Festival dei due Mondi a Spoleto, nel 2011 espone alla Biennale di Venezia , e all’estero  a New York nel 2005, con la Galleria Palma Arte a Ginevra nel 2007 e a  Parigi nel 2009 , con Art&co   espone  a Hong  Kong nel 2013 .

 

La mostra è compresa nella visita del Museo in orari museali: dal martedì al venerdì dalle 10 alle 18, sabato, domenica e festivi fino alle 19.30. Per informazioni ww.galatamuseodelmare.it