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Leggi il messaggio del nostro direttore Pierangelo Campodonico

“Il Galata, la Lanterna, il Museo Navale, in questi giorni hanno chiuso i battenti.

Il silenzio che, in questi giorni, è sceso sulle nostre sale, sui nostri allestimenti, è tuttavia un’occasione preziosa per interrogarci sulla nostra missione e il nostro ruolo.

Cos’è, infatti, un museo?

Fino a qualche tempo fa, per la definizione dell’ICOM- International Council of Museum, un museo era:

“Il museo è un’istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società, e del suo sviluppo, aperta al pubblico, che effettua ricerche sulle testimonianze materiali ed immateriali dell’uomo e del suo ambiente, le acquisisce, le conserva, e le comunica e specificatamente le espone per scopi di studio, educazione e diletto”. 

Tutto molto “corretto”, non trovate?
Conservare, studiare, non fare affari: essere aperti al pubblico, educare e intrattenere.

In questa definizione, il museo è un altrove. Da una parte, c’è la società, i suoi conflitti, dall’altra c’è il museo, “dove si effettuano ricerche”. Ma, in questi anni, la società è cambiata; sono cambiati i punti di riferimento. Anzi, molti punti di riferimento non ci sono più.

Oggi – letteralmente in questi giorni – vediamo la richiesta di un senso collettivo, del nostro stare insieme. Riscopriamo che, al di là degli egoismi, dei localismi, dei muri, abbiamo un profondo bisogno di qualcuno che ci ricordi che siamo una “comunità di destino”.

Che la salvezza o è collettiva o, semplicemente, non è.

Tom Wolfe, già negli anni ’90, a fronte del declino delle società dell’Occidente aveva parlato dei musei come delle nostre “nuove cattedrali”. È un’immagine affascinante e visionaria: come nel Medioevo le cattedrali erano lo specchio delle comunità, della loro aspirazione ad assomigliare al cielo, oggi i musei, sono chiamati – in una società laica, multietnica, multireligiosa, multiculturale, in una parola: plurale – ad essere i custodi di un ethos comune.

In questo approccio, un museo non è un luogo in più. Non è nemmeno un servizio a domanda individuale. Piuttosto, è un mattone fondamentale del nostro stare assieme, come individui, comunità e paese. Nel museo, infatti, dobbiamo riscoprire la nostra storia e il senso del nostro stare insieme.

Per questo, cari amici, vogliamo dirvi in questi giorni che dietro le porte chiuse dei nostri musei stiamo lavorando ancora di più, scandagliando nella memoria collettiva quelle storie, quei personaggi, quegli avvenimenti che ci possono aiutare a dare un senso a quello che viviamo oggi, e a quello che vivremo domani. Quando, finita l’emergenza, non potremo limitarci a tornare a quello che eravamo, ma dovremmo – tutti – scoprirci “architetti della ricostruzione”.

Pierangelo Campodonico
Direttore Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni



Ecco una selezione di link utili per visitare il museo stando a casa: 

Foto: guarda le foto più belle del Galata e quelle dei visitatori del museo sul Canale Instagram del Galata Museo del Mare

Video: scopri i video del museo sul nostro canale youtube 

Migrazioni: visita il sito memoriaemigrazioni.it per scoprire il percorso di mostra e le risorse disponibili online

Focus: per suscitare la tua curiosità articoli di approfondimento sui temi del museo vai alla sezione focus

La collezione del museo: Stiamo lavorando affichè l’enorme patrimonio del Galata Museo del Mare sia accessibile a tutti i visitatori attraverso  l’Inventario Catalogo dei Beni Culturali della Regione Liguria

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